Una calma tesa si respira stamani alla periferia di Sidone, in Libano, dove sono ripresi violenti nella notte scontri tra fazioni palestinesi rivali scoppiati sabato scorso e che finora hanno causato la morte di 13 persone e decine di feriti. Media locali riferiscono di nuovi combattimenti scatenatisi nelle ultime ore nel campo di Ain al Helwe, trasformato nel corso dei decenni in un vero e proprio quartiere alla periferia di Sidone, 40 km a sud di Beirut.
L'esercito libanese non può però entrare nell'area in base ad accordi raggiunti nel lontano 1969 con le fazioni palestinesi basate in Libano. Nel campo di Ain al Helwe si combatte per il controllo di alcune aree del quartiere in un contesto regionale e inter-palestinese molto teso. Al Cairo, in Egitto, sono fallite le trattative per una riconciliazione tra Fatah, il partito del presidente Mahmud Abbas (Abu Mazen) basato in Cisgiordania, e Hamas, il movimento palestinese che controlla la Striscia di Gaza e che è sostenuto dall'Iran.
I dirigenti di Fatah ad Ain al Helwe hanno ieri puntato il dito contro "esponenti dell'Isis" infiltratisi nel campo palestinese. Ma gli scontri di Ain al Helwe vedono da giorni coinvolti miliziani di Fatah e loro rivali di altre fazioni vicine a Hamas e al movimento sciita filo-iraniano Hezbollah, che di fatto controlla vaste aree del sud del Libano e che da anni coopta gruppi palestinesi dentro e fuori i campi profughi.
E intanto l'Iran esprime "profonda preoccupazione" per gli scontri armati in corso da giorni tra le diverse fazioni palestinesi nel campo profughi vicino alla città di Sidoneo. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser Kanani, chiedendo che sia posta immediatamente fine agli scontri.
"I gruppi palestinesi, i movimenti e la nazione palestinese, mantenendosi vigili, dovrebbero utilizzare le loro capacità e risorse per combattere contro l'occupazione sionista che è la causa principale di tutte le difficoltà che affrontano i palestinesi e dell'instabilità nella regione", ha affermato il funzionario della Repubblica islamica, aggiungendo che le diverse fazioni dovrebbero concentrarsi "sulla completa eliminazione dell'occupazione, sul ritorno dei rifugiati palestinesi nella loro patria e sull'istituzione di uno Stato palestinese
indipendente e unito con la sua capitale nella città sacra di al-Quds (Gerusalemme)".
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