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Putin: 'Intese economiche con gli Usa, Zelensky tossico'

Putin: 'Intese economiche con gli Usa, Zelensky tossico'

Lo zar indica le terre rare del Donbass. Telefonata con Xi. 'L'Europa? può partecipare alla pace' dice il presidente russo

MOSCA, 25 febbraio 2025, 10:28

di Alberto Zanconato

ANSACheck
Vladimir Putin - RIPRODUZIONE RISERVATA

Vladimir Putin - RIPRODUZIONE RISERVATA

Vladimir Putin torna a fare la parte del leone sulla guerra in Ucraina, cavalcando la ritrovata sintonia con la Casa Bianca.

L'ostacolo alla pace è Volodymyr Zelensky, ha assicurato il leader russo, liquidando il suo avversario come una "figura tossica", il cui consenso è la "metà di quello di Zaluzhny", il generale destituito dal leader ucraino e possibile candidato alla successione.

Lo zar, la pace, la sta costruendo direttamente con Donald Trump, a cui ha offerto una robusta cooperazione economica, a partire dallo sfruttamento delle terre rare nel Donbass occupato, mentre le aziende dei due Paesi sarebbero già "in contatto" per progetti congiunti. E così come Zelensky, sono derubricati al ruolo di comprimari anche gli europei: "Possono partecipare ai negoziati, ma non dovrebbero fare richieste", è la posizione del Cremlino.
   

In parallelo Putin tiene stretto il suo legame con Xi Jinping. Con il leader cinese c'è stata una proficua telefonata in cui è stato ribadito il sostegno reciproco. A dispetto dei tentativi di Trump di incrinare questo asse. Il colloquio con Xi è avvenuto su iniziativa di Putin, proprio con lo scopo dichiarato di informare Xi sull'andamento dei contatti avviati con gli Usa, che hanno visto finora il momento più alto dal punto di vista simbolico con la telefonata fra Trump e Putin del 12 febbraio, e poi sono proseguiti la settimana scorsa a Riad con un incontro in presenza fra le delegazioni russa e americana guidate dai rispettivi ministri degli Esteri. Iniziative nelle quali diversi osservatori hanno visto un tentativo americano di allontanare Mosca dall'abbraccio di Pechino in preparazione di un inasprimento della sfida tra gli Stati Uniti e la Cina. Una manovra strategica in senso contrario rispetto a quella realizzata all'inizio degli anni '70 dal presidente Richard Nixon e dal suo segretario di Stato Henry Kissinger verso la Cina di Mao per mettere in difficoltà l'Unione Sovietica.
   

Ogni sospetto sarebbe stato fugato, assicurano Pechino e Mosca, durante quella che il Cremlino ha definito una conversazione "lunga, calorosa e amichevole". La parte cinese, afferma l'ufficio di presidenza russo, ha anzi "espresso il suo sostegno al dialogo avviato tra Russia e Stati Uniti, nonché la sua disponibilità a contribuire alla ricerca di soluzioni pacifiche per risolvere il conflitto ucraino". La Cina, hanno confermato da Pechino, accoglie con favore "gli sforzi positivi compiuti dalla Russia e dalle altre parti interessate per risolvere la crisi" in Ucraina, ricordando che anche la Repubblica popolare ha fatto del suo, cercando di creare un'atmosfera favorevole al dialogo insieme con il Brasile e altri Paesi del cosiddetto Sud globale.
    Xi Jinping ha quindi assicurato che Mosca e Pechino "sono veri amici" che "si sostengono a vicenda", secondo quanto riferiscono i media statali cinesi. Mentre Putin ha affermato che i rapporti tra i due Paesi sono di "natura strategica, che non è soggetta a influenze esterne". Quindi nemmeno quelle trumpiane. E a conferma di queste buone intenzioni reciproche, il Cremlino ha fatto sapere che Xi e Putin hanno "confermato il programma dei prossimi incontri ad alto livello" in occasione delle celebrazioni in maggio a Mosca dell'80/o anniversario della vittoria sul nazifascismo e in settembre a Pechino della sconfitta del Giappone. Eventi che dovrebbero vedere una nuova visita di Xi nella capitale russa e di Putin in quella cinese.

   

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