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L'Agcom vara la par condicio, novità sulle fasce orarie

L'Agcom vara la par condicio, novità sulle fasce orarie

"Vale la legge". Letture diverse tra opposizione e maggioranza

ROMA, 12 aprile 2024, 19:48

di Elisabetta Stefanelli

ANSACheck

L 'Agcom vara la par condicio, regole diverse dalla Rai - RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nella comunicazioni vara il suo testo sulla par condicio a cui si devono uniformare le emittenti private, ed è diverso da quello della commissione di Vigilanza per la Rai. Sarà l'Agcom comunque a stabilire le sanzioni per tutti, previste dalla legge 28 del 2000: "interverrà tempestivamente in caso di squilibri, mirando ad assicurare un dibattito politico corretto e pluralistico e condizioni di parità di trattamento tra i soggetti partecipanti alla competizione elettorale. L'Autorità applicherà in modo uniforme per la Rai e per le emittenti private le regole fissate dalla legge e richiamate tanto dalla delibera della commissione di vigilanza quanto dal proprio regolamento approvato oggi".

L'unica novità in questo caso è che "l'Autorità sia per i telegiornali, sia per i programmi di informazione, non si limiterà a valutare la quantità di tempo fruita dai soggetti politici nella programmazione, ma considererà le fasce orarie in cui l'esposizione dei soggetti avviene, sulla base degli ascolti registrati dall'Auditel. Inoltre, nella valutazione dei programmi di informazione, si terrà conto anche della loro periodicità".

All'interno del consiglio vota no la commissaria Elisa Giomi che da parte sua spiega: "Per la prima volta dalla promulgazione della legge sulla par condicio del 2000, i due regolamenti che la attuano, quello di AgCom e quello della commissione di Vigilanza Rai sono differenti, e non si tratta certo di una pura questione lessicale". Sottolinea che "la discrepanza introduce due pesi e due misure per gli attori politici che durante la campagna elettorale avranno differente trattamento nella tv pubblica e in quella privata, con evidenti ricadute sull'elettorato". Il regolamento della Vigilanza allarga, tra l'altro, le maglie delle presenze del governo: un elemento fortemente contestato dalle opposizioni che oggi plaudono alla decisione dell'Agcom di non recepire la stessa richiesta per le private.

Ma le letture sono molteplici. Dall'interno dell'Agcom il commissario Antonello Giacomelli sostiene che il testo approvato "è perfettamente sovrapponibile con la delibera adottata dalla commissione di Vigilanza formulata anch'essa, pur con diverse variazioni lessicali, nel pieno rispetto della regole fissate dalla legge 28 del 2000 e della legge 515 del 1993". "Pertanto - aggiunge - le prerogative dei diversi soggetti istituzionali e politici rimangono inalterate nei termini fissati dalla normativa''.

Soddisfatta l'Usigrai per la scelta dell'Agcom "di non accogliere le modifiche varate dalla maggioranza di governo in commissione di Vigilanza che avrebbero consentito agli esponenti dell'esecutivo di parlare nei talk senza limiti di tempo e senza contraddittorio", anche se "resta il rammarico invece per avere accolto la modifica votata in Vigilanza di mandare in onda i comizi in diretta su Rainews 24 senza alcuna mediazione giornalistica". Decisione "ineccepibile" anche per Antonio Nicita vicepresidente dei senatori del Pd, per il quale l'Agcom "si conferma un prezioso presidio a garanzia di tutti i soggetti politici e soprattutto dei cittadini". Per il capogruppo M5S in Vigilanza Rai Dario Carotenuto "è veramente spiacevole però pensare che il servizio pubblico dovrà sottostare nei suoi talk show a regole diverse più permissive per il governo. Hanno ridotto la Rai a una sorta di operatore telefonico pro-governo: minuti illimitati per Giorgia Meloni e per i suoi ministri".

Per i componenti di Fratelli d'Italia in Vigilanza Rai, invece, "grazie all'Agcom sul tema della par condicio è stata fatta definitivamente chiarezza, stroncando tutte le polemiche delle opposizioni e le clamorose falsità della sinistra. È stato ribadito, inoltre, che le regole sono uniformi, tanto per il servizio pubblico quanto per le reti private, e che sono rimaste sempre le stesse. Quello che è cambiato, invece, è che la sinistra non è più al governo e per questo vorrebbe che le regole, che lei stessa aveva scritto, ora non valessero più".

Secondo il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, "le decisioni della Vigilanza Rai e dell'Autorità sono totalmente coincidenti" e quindi "non c'è quindi nessuna sconfessione della Vigilanza Rai da parte dell'Agcom, perché le delibere sono assolutamente sovrapponibili, né ci sono equivoci, anche se la materia per la sua complessità sembra quasi facilitarli".

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