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Scontro sul Freedom Act, ancora stallo in Vigilanza

Scontro sul Freedom Act, ancora stallo in Vigilanza

No alla mozione dell'opposizione, non si sblocca il nodo del presidente

ROMA, 02 aprile 2025, 20:37

di Michele Cassano

ANSACheck
- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Non accenna a placarsi lo scontro sulla Rai, anzi. Il clima è diventato incandescente oggi con la bocciatura da parte della maggioranza della mozione presentata dall'opposizione per sollecitare l'adozione del Media Freedom Act europeo in Italia, in particolare per garantire l'applicazione delle norme sull'indipendenza del servizio pubblico che renderebbero necessaria una riforma della governance. Per la minoranza è un atto che dimostra la volontà di tenere sotto controllo la Rai, mentre per i partiti di governo si tratta solo di menzogne e non c'è nessun intento di occupare, ma solo di riportare pluralismo.

Lo scontro è destinato a far proseguire lo stallo in Commissione di Vigilanza, che viene disertata da sei mesi dalla maggioranza con la motivazione che gli avversari impediscono l'elezione di Simona Agnes alla presidenza della tv pubblica. Anche la riunione di questa sera per tentare di arrivare al voto dovrebbe saltare per mancanza di numero legale. La maggioranza si dovrebbe presentare solo nella seconda parte della seduta, quando ci sarà da esaminare il regolamento sulla par condicio per i referendum dell'8 e 9 giugno, che è un atto dovuto.

La scorsa settimana avevano fatto discutere le parole di Stefano Candiani della Lega che, in un colloquio con Il Foglio, aveva fatto capire che le speranze di andare avanti con Agnes erano pressoché nulle e che ormai occorreva prendere atto che il vero presidente della Rai è Antonio Marano, che già svolge la funzione in quanto consigliere anziano. Che sia lui a mantenere il ruolo per l'intero mandato è un pensiero che sembrano condividere in molti a San Macuto.

"La maggioranza non si vuole occupare della Rai, ma continua ad occupare la Rai. Si è superata la soglia. Noi chiediamo solo l'applicazione di un regolamento europeo su libertà e pluralismo", ha detto in Aula il capogruppo del Pd in Commissione Stefano Graziano. "La Rai è in crisi ed è crisi di credibilità, missione e indipendenza. In questo scenario la maggioranza pretende di imporre alla presidenza della Rai un nome gradito a Mediaset", ha attaccato il capogruppo M5S nella bicamerale, Dario Carotenuto. "Venite a fare la lezione a noi? In che mondo vivete? - ha risposto il capogruppo FdI in Vigilanza Francesco Filini -. Avete reso la Rai una azienda al vostro servizio e non vi piace il pluralismo che stiamo riportando in Rai. Noi siamo disposti a dare una nuova legge alla Rai ma rimandiamo al mittente tutte le vostre idiozie".

"Dalle sinistre soltanto menzogne sulla Rai e sulla riforma - ha aggiunto il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri -. I principi europei saranno certamente recepiti dal Parlamento e sarà eliminata la riforma che ha voluto il Pd e la sinistra, quella di dare il potere a una persona sola, nominata e designata dal governo". Nel pomeriggio le opposizioni hanno anche convocato una conferenza stampa per ribadire le accuse agli avversari e denunciare "il silenzio dei presidenti delle Camere di fronte allo stallo della Commissione di Vigilanza, che è un organo di garanzia".

"Chiediamo che la maggioranza riattivi la Vigilanza Rai a partire da stasera, presentandosi in commissione - ha detto Carotenuto -. Chiediamo altresì di fare un nome alternativo per la presidenza Rai, che non sia espressione diretta di un partito". Nei giorni scorsi la presidente della bicamerale Barbara Floridia aveva annunciato che, se l'attività non riprenderà, si rivolgerà al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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