La Fiorentina vince a Napoli nel posticipo serale che chiude l'ottava giornata e batte un colpo anche in chiave campionato, confermandosi al terzo posto insieme con la Juventus. Per gli azzurri di Garcia è un brutto stop, sottolineato al termine del match dai fischi dei tifosi. La Lazio dà continuità al successo in Champions regolando l'Atalanta, come a Glasgow, con un gol decisivo di un fedelissimo di Sarri, Vecino, e torna in traiettoria per riportarsi in una posizione più consona alle sue potenzialità prima della pausa per le nazionali. Risale la classifica anche la Roma che schiaccia con irrisoria facilità un Cagliari malinconicamente ultimo, trascinata da Lukaku, ma Mourinho è in ansia per l'ennesimo infortunio di Dybala, uscito in lacrime.
La classifica restituisce gloria al Milan, tornato in testa con una vittoria rocambolesca a Genova grazie alla parata finale di Giroud, dopo l'espulsione di Maignan. Paga pegno alle fatiche Champions la favorita Inter, raggiunta e bloccata dall'inossidabile Bologna.
Rafforza il terzo posto la Juve che vince di forza il derby col Torino nella settimana della conferma della positività di Pogba. A quota 12 raggiungono al settimo posto il Lecce, nel vivace torneo delle outsiders, Frosinone e Monza, che vincono divertendo le gare con Verona e Salernitana. Per Paulo Sousa, con una classifica sempre più negativa, potrebbe essere vicino l'esonero.
Il posticipo a Napoli tra due delle terze forze va subito in favore degli ospiti, in gol con Brekalo al 7'. Il Napoli pareggia con Osimhen, ma il gol è annullato per fuorigioco. Nel recupero del primo tempo, Parisi mette in difficoltà Terracciano che in uscita abbatte il nigeriano. Freddo dal dischetto, Osimhen segna il rigore del pari e ridà fiducia agli azzurri. Nella ripresa, però, dopo un palo di Ikoné, Bonaventura al 18' segna la rete del vantaggio. L'assalto del Napoli, senza Osimhen sostituito da Garcia, non ha effetto e la Fiorentina segna il 3-1 nel recupero con Nico Gonzalez.
Nonostante le fatiche di coppa, Lazio e Atalanta regalano una gara spettacolare, ricca di gol ed occasioni con i romani che battono gli avversari per la prima volta all'Olimpico dopo sei anni. Sembra tutto facile con l'autogol di De Ketelaere e il raddoppio di Castellanos in 11', su errore di Djimsiti. Ma l'Atalanta si risveglia, macina gioco e si riporta in pari di testa con Ederson e Kolasinac. Tanto caldo, tanti cambi, tanta fatica, ma alla fine lo spunto vincente e' di Vecino, con una sforbiciata in sospensione. Gasperini si deve arrendere, Sarri si fa espellere per le solite reiterate protesta, ma le due squadre lotteranno fino a maggio per la zona Champions.
Vittoria per manifesta superiorità sul Cagliari per la Roma, che non si fa condizionare dalle voci su un divorzio da Mourinho in caso di sconfitta. Paredes comanda le operazioni con sempre maggiore convinzione, Lukaku travolge la modesta difesa sarda. Apre Aouar, raddoppia di petto il belga in un minuto. Tutto diventa facile, anche se rovina la festa l'infortunio di Dybala. Ancora Lukaku e un rinfrancato Belotti calano il poker, poi al Cagliari viene annullato uno splendido gol di Prati, ma finisce 4-1 per un rigore di Nandez. La Roma torna a vincere in trasferta dopo sei mesi. Per Ranieri, che saluta con trasporto Mourinho, la situazione si fa difficile, ma la rosa sembra poco competitiva.
Eusebio Di Francesco continua a togliersi soddisfazioni, dopo anni amari. Il suo Frosinone giovane e spumeggiante è inopinatamente settimo. Il brasiliano Reinier e l'argentino Soulè (che colpisce anche due pali) segnano i gol decisivi dopo una prestazione corale pregevole. Peccato che entrambi torneranno a fine anno a casa (Real Madrid e Juve). Il Verona torna in partita con Djuric, ma i laziali meritano i tre punti.
Più netto il successo del solido Monza di Palladino che ha ripreso la consistenza dell'anno scorso. Sempre piu' decisivo si dimostra Colpani, giocatore in grande crescita, autore finora di quattro gol. Partecipano alla festa Vignato, primo classe 2004 a segnare in serie A, e capitan Pessina su rigore. La Salernitana continua a deludere, forse è il passo d'addio di Paulo Sousa.
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