(di Lucia Magi)
"La rivoluzione è arrivata!
L'avete aspettata per anni e finalmente è qui", esclama
trionfale Bruce Miller. Il creatore di Handmaid's Tale racchiude
in questo grido di battaglia lo spirito della sesta e ultima
stagione della serie distopica vincitrice di 15 Emmy, che arriva
su TimVision dall'8 aprile.
Le dieci nuove puntate ampliano ancora il romanzo omonimo di
Margaret Atwood: "Un testo scritto 40 anni fa, ma che continua
a parlarci e ad essere attuale", considera Miller alla première
mondiale che si è tenuta ieri sera a Hollywood.
"Viviamo in un'epoca in cui il messaggio di questa stagione è
più necessario che mai. Un'epoca in cui è così facile odiare,
così facile andare verso l'oscurità e voltare le spalle a
persone solo perché sembrano diverse", riflette sul palco del
Chinese Theatre Elisabeth Moss, protagonista e produttrice
esecutiva della serie, che, nell'ultima stagione, si mette per
la prima volta dietro la macchina da presa: "Negli ultimi nove
anni, questo show non è stato solo parte integrante della mia
vita. È stato tutta la mia vita", sottolinea la 42enne che è da
poco diventata mamma.
L'ex segretaria brillante e avanti coi tempi di Mad Men
riprende lo sguardo tenace e il corpo indomito di June Osborne.
Nell'episodio che apre la stagione (di cui Moss firma la regia)
la donna è su un treno in corsa tra le foreste canadesi, carico
di rifugiati americani scappati alla dittatura teocratica che
controlla il paese. Stanca, con il braccio rotto e il cuore
spezzato per il marito appena arrestato e la figlia Hannah
ancora prigioniera del regime, June ritrova tra i passeggeri la
sua vecchia aguzzina, Serena Joy Waterford (Yvonne Strahovski),
una volta figura chiave dell'apparato oppressore, ora fuggiasca
per salvare il figlio neonato.
Lo scontro tra le due donne - non privo di tratti comici - si
trasforma in solidarietà quando Serena giura che aiuterà l'ex
ancella a riunire la sua famiglia e poi in tensione massima,
mentre il treno arriva in Alaska dove per June comincia una
nuova avventura, propiziata da un incontro commuovente.
"Questa stagione ci invita ad andare oltre le nostre
differenze, ci chiede di non mollare e di avere speranza. Parla
di amore, di non arrendersi mai, di lottare per la libertà di
chi amate", aggiunge l'eroina instancabile della serie. "La
rivoluzione non è lei - dice, riferendosi al claim della
stagione "Revolution is her" - La rivoluzione siamo noi. E
quindi: che la rivoluzione inizi!", conclude con un appello, che
non sembra alludere solo allo schermo.
Sul tappeto rosso steso davanti allo storico teatro
dell'Hollywood Boulevard, tra centinaia di giovani in tunica
rossa e copricapo bianco, c'erano anche altri attori: Max
Minghella (Nick), Yvonne Strahovski (Serena), Samira Wiley
(Moira), O-T Fagbenle (Luke) Ann Dowd (Zia Lydia) e Bradley
Whitford (il comandante Lawrence). L'8 aprile saranno
disponibili su TimVision le prime tre puntate, per poi passare a
un episodio ogni martedì, con il decimo, il gran finale,
previsto per il 27 maggio.
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