(Di Francesco Gallo) Il tentativo era
quello di applicare la sindrome Dorian Gray alla moda. Una
grande metafora di come le modelle, vittime sacrificali della
bellezza da imitare, si potessero spingere anche a diventare
cannibali (letteralmente) pur di sconfiggere tempo e chili di
troppo. Ma, in realtà per 'The Neon Demon' di Nicolas Winding
Refn, dall'8 giugno in sala con Koch Media, l'esordio al
Festival di Cannes è stato negativo: solo buuu, proteste e
nessun applauso. Ma il regista di 'Drive' e di 'Solo Dio perdona
- Only God Forgives' replica in conferenza stampa: ''mi
interessa il processo creativo più che il risultato. La
creatività suscita reazioni''.
Protagonista Jesse (Elle Fanning), bellissima modella che crea
le invidie di colleghe meno giovani che la vogliono morta. Da
qui scene di cannibalismo, occhi vomitati e tanto sangue per un
film tutto giocato su un estetismo glamour che spesso ha fatto
ridere la sala.
Jesse insomma, giovane aspirante modella, molto orfana e molto
Cenerentola, ma anche molto determinata nell'avere il suo
momento di celebrità, approda a Los Angeles. Ma ha un problema,
la sua bellezza perfetta, e forse ancor più la sua purezza,
scatenano l'invidia delle sue colleghe che fanno di tutto per
rubare quello che ha più di loro: la giovinezza.
Da qui scaturisce una voglia cannibale, omicida, da parte delle
più stagionate modelle che fa declinare il film verso l'horror,
lo splatter con scene sanguinolente, occhi vomitati e, infiniti,
momenti iper-estetici e troppo patinati. E con invasioni di
campo in 'Mulholland Drive' di Lynch, 'Body Double' di Brian De
Palma, e 'Eve' di Joseph L. Mankiewicz.
Oltre la protagonista, Elle Fanning (Somewhere, Super 8,
Maleficent), nel cast ci sono Keanu Reeves, Karl Glusman, Jena
Malone, Bella Heathcote, Abby Lee e Christina Hendricks.
Ancora sulla cattiva accoglienza della critica aveva detto
irritato Refn a Cannes: ''L'opera d'arte, suscita reazioni. Se
non fosse cosi' non sarei qui a perdere tempo, farei altro.
D'altronde Cannes è il posto migliore dove far vedere i propri
film. Quello che voglio davvero, alla fine, è che i miei figli
vivano in un mondo integro senza compromessi''.
Per quanto riguarda invece l'estetica di 'The Neon Demon' aveva
sottolineato il regista danese: ''sono dislessico per le
immagini. Per me sono essenziali per comprendere il mondo. Certo
nel film c'e' qualcosa di perverso, di sensuale, i miei demoni,
ma anche molta ironia''.
Il vero tema di questo film? ''La terrificante consapevolezza
che oggi il mondo intero ruota intorno alla bellezza.
Un'ossessione che si vede in tv, sui media. Ma questo è anche
ovviamente un lavoro centrato sulle donne dove gli uomini sono
figure di secondo piano, solo fisici. In questo senso tutti gli
uomini nel film sono dominati dalla donne se non quando le donne
gli concedono di essere predatori''.
Comunque nessuna voglia di criticare la moda: ''non sono un
esperto di moda, non la volevo criticare, ma casomai solo una
certa idea di bellezza''.
Se c'è necrofilia nel film è poi solo perche' c'è nella società
attuale: ''oggi la morte e la bellezza sono artificiali, si
ritrovano insieme con la rivoluzione digitale''.
Del suo personaggio aveva detto invece la Fanning: ''mi
intrigava il suo lato triste. Sembra una ragazzina felice,
luminosa, ma in realtà è molto triste prima di cambiare. 'The
Neon Demon' - aveva aggiunto -, non è altro che Los Angeles, una
città dove ho cominciato a fare cinema giovanissima, a 12 anni.
In questo senso mi sono molto identificata nel personaggio di
Jesse''.
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