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Ast: audizione in Seconda commissione

Ast: audizione in Seconda commissione

Fioroni, importante farne un tema nazionale ed europeo

PERUGIA, 17 novembre 2020, 16:36

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"Lavorare su tavoli ai più alti livelli per garantire un futuro alle acciaierie di Terni basato sulla strategicità del sito e sul mantenimento occupazionale.
    Necessaria una compattezza politica che possa rimarcare il grande valore del sito siderurgico all'interno non solo regionale, ma dell'intero sistema Paese".
    É quanto emerso dalle audizioni di oggi in Seconda Commissione, presieduta da Valerio Mancini, in merito al futuro dell'Ast alla quale hanno preso parte rappresentanti sindacali e l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Michele Fioroni. L'incontro - riferisce un comunicato della Regione - era stato richiesto dal consigliere Fabio Paparelli.
    Al termine delle audizioni, il presidente Mancini ha proposto la predisposizione di una proposta di risoluzione unitaria da porre al voto dell'Aula. L'assessore Fioroni ha ribadito la massima attenzione alla vicenda da parte della Giunta regionale.
    Gioacchino Olimpieri (Fismic Confsal) ha ricordato che "l'azienda sta attraversando una situazione di passaggio in una multinazionale con sede in Germania che sta mettendo in campo una serie di procedure ed iniziative per mantenere la sua presenza sul mercato. Questa fase di transizione è più difficile delle altre passate. Oggi ci troviamo in una situazione dove di acciai speciali non c'è più nulla, è rimasto soltanto il settore dell'inossidabile. Su questa tematica dobbiamo puntare affinché ci sia la strategicità di questo sito per i prossimi anni. Non perdere di vista il ruolo di questa azienda non solo per il territorio, ma anche e soprattutto per il sistema Paese".
    Stefano garzuglia (Fiom) ha evidenziato l'importanza di lavorare su "un accordo ponte che traghetti il periodo di vendita mettendo delle basi per rendere le acciaierie ancora strategiche, affinché ci possano essere investimenti per mantenere un sito sano, produttivo ed in sicurezza, sia per i lavoratori che per l'ambiente. La discussione va portata ai massimi livelli". Daniele Francescangeli (Ugl) ha evidenziato la necessità di "raggiungere obiettivi fattivi per il territorio, per chiunque sia il socio di maggioranza delle acciaierie, ma soprattutto per l'occupazione. A noi interessa sapere quello che la proprietà vorrà fare. Una multinazionale è il contesto giusto per Ast poiché abbiamo una delle lavorazioni strategiche per l'Italia, ma anche per l'estero. Sulla forza e sulla strategicità del sito bisogna creare una situazione non solo tecnica, ma anche culturale". Emanuele Pica ( Usb) ha detto che è "importante concordare sul fatto che l'acciaio inossidabile è un bene strategico per l'intero Paese. Non vorremmo che in un contesto di indebolimento dell'industria ci fosse qualcuno che gioca ad indebolire il secondo Paese produttore industriale. Per questo serve compattezza politica sulla strategicità di una produzione e non solo di un sito. Quello di Terni è l'unico a produrre acciaio inossidabile, per questo va definito strategico. È chiaro che non dovremo giocare soltanto in difesa: dobbiamo rimarcare il fatto che Terni ha le caratteristiche per diventare uno dei centri europei all'avanguardia sia per il processo produttivo, sia per i prodotti, sia per l'aspetto ambientale". Secondo Simone Liti (Fim Cisl), "da quello che si legge nella stampa estera, Thyssen starebbe cercando un finanziamento dal Governo tedesco rispetto ai piani di ristrutturazione e rilancio della multinazionale stessa. In Italia l'annunciato piano della siderurgia non ha fatto passi in avanti. Servirebbe quindi, anche dopo l'incontro avuto con il Governo, capire quale può essere il ruolo della politica per chiarire se il sito di Terni e strategico per tutti e se lo è quali azioni si possono mettere in campo per renderlo tale. Con Thyssen, prima della vendita, vanno fissati paletti rispetto alla salvaguardia del sito, quella occupazionale, investimenti su prodotti ed ambiente".
    Nel suo intervento, l'assessore Fioroni - prosegue il comunicato - ha spiegato che "la vicenda Ast va inquadrata in un più ampio contesto internazionale. Guardando il settore metallurgico prevale, a livello internazionale, l'incertezza dovuta anche ad un risultato globale che ha visto un generale calo dei profitto e ad uno stallo della domanda. Abbiamo tuttavia la Cina che va controcorrente. Oggi c'è un quadro competitivo che ci impone un confronto importante sul ruolo strategico dell'acciaio".
    "Quindi - ha proseguito Fioroni - rispetto a Terni, è importante farne un tema nazionale ed europeo. Alcuni acciai prodotti a Terni sono speciali, rappresentando nel mercato un'importante nicchia. Oggi siamo di fronte ad una azienda complessa per cui la vendita non può essere circoscritta ad una contrattazione semplice. L'auspicio è che si mantenga un dialogo stretto e forte con il territorio, per quanto la presidente Tesei più di una volta ha inviato comunicazioni al presidente del Consiglio Conte e al ministro dello Sviluppo economico per evidenziare che il tavolo debba prevedere una interlocuzione ai più alti livelli istituzionali. È necessario un tavolo con una presenza forte delle istituzioni".
    "Rispetto all'alienazione - ha affermato ancora l'assessore - l'amministratore Burelli, in sede di tavolo ministeriale, ha fornito garanzie che il perimetro dell'alienazione coinvolgerà anche tutto l'aspetto commerciale. L'iter della vendita sarà complesso con la necessità di una continuità dell'attività aziendale contestualmente alla trattativa. Nell'interlocuzione regionale dobbiamo avere le garanzie che anche una serie di investimenti promessi, soprattutto in ambito ambientale, vengano realizzati. È importante essere bravi nel cercare di valorizzare la strategicità del sito di Terni sui tavoli ministeriali ed europei. Siamo in mezzo ad una importante attività di vendita e va trovata una linea di equilibrio. Ci auguriamo che gli interlocutori che si siederanno al tavolo lo faranno con una prospettiva di piano industriale allargato che non veda nella acciaierie una sola nicchia, ma la possibilità di riattivare produzioni che nel sito avevano una specificità. Alla proprietà abbiamo chiesto i criteri per il procedimento di scelta".
   
   

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