"Lavorare su tavoli ai più alti
livelli per garantire un futuro alle acciaierie di Terni basato
sulla strategicità del sito e sul mantenimento occupazionale.
Necessaria una compattezza politica che possa rimarcare il
grande valore del sito siderurgico all'interno non solo
regionale, ma dell'intero sistema Paese".
É quanto emerso dalle audizioni di oggi in Seconda Commissione,
presieduta da Valerio Mancini, in merito al futuro dell'Ast alla
quale hanno preso parte rappresentanti sindacali e l'assessore
regionale allo Sviluppo economico, Michele Fioroni. L'incontro -
riferisce un comunicato della Regione - era stato richiesto dal
consigliere Fabio Paparelli.
Al termine delle audizioni, il presidente Mancini ha proposto la
predisposizione di una proposta di risoluzione unitaria da porre
al voto dell'Aula. L'assessore Fioroni ha ribadito la massima
attenzione alla vicenda da parte della Giunta regionale.
Gioacchino Olimpieri (Fismic Confsal) ha ricordato che
"l'azienda sta attraversando una situazione di passaggio in una
multinazionale con sede in Germania che sta mettendo in campo
una serie di procedure ed iniziative per mantenere la sua
presenza sul mercato. Questa fase di transizione è più difficile
delle altre passate. Oggi ci troviamo in una situazione dove di
acciai speciali non c'è più nulla, è rimasto soltanto il settore
dell'inossidabile. Su questa tematica dobbiamo puntare affinché
ci sia la strategicità di questo sito per i prossimi anni. Non
perdere di vista il ruolo di questa azienda non solo per il
territorio, ma anche e soprattutto per il sistema Paese".
Stefano garzuglia (Fiom) ha evidenziato l'importanza di lavorare
su "un accordo ponte che traghetti il periodo di vendita
mettendo delle basi per rendere le acciaierie ancora
strategiche, affinché ci possano essere investimenti per
mantenere un sito sano, produttivo ed in sicurezza, sia per i
lavoratori che per l'ambiente. La discussione va portata ai
massimi livelli". Daniele Francescangeli (Ugl) ha evidenziato la
necessità di "raggiungere obiettivi fattivi per il territorio,
per chiunque sia il socio di maggioranza delle acciaierie, ma
soprattutto per l'occupazione. A noi interessa sapere quello che
la proprietà vorrà fare. Una multinazionale è il contesto giusto
per Ast poiché abbiamo una delle lavorazioni strategiche per
l'Italia, ma anche per l'estero. Sulla forza e sulla
strategicità del sito bisogna creare una situazione non solo
tecnica, ma anche culturale". Emanuele Pica ( Usb) ha detto che
è "importante concordare sul fatto che l'acciaio inossidabile è
un bene strategico per l'intero Paese. Non vorremmo che in un
contesto di indebolimento dell'industria ci fosse qualcuno che
gioca ad indebolire il secondo Paese produttore industriale. Per
questo serve compattezza politica sulla strategicità di una
produzione e non solo di un sito. Quello di Terni è l'unico a
produrre acciaio inossidabile, per questo va definito
strategico. È chiaro che non dovremo giocare soltanto in difesa:
dobbiamo rimarcare il fatto che Terni ha le caratteristiche per
diventare uno dei centri europei all'avanguardia sia per il
processo produttivo, sia per i prodotti, sia per l'aspetto
ambientale". Secondo Simone Liti (Fim Cisl), "da quello che si
legge nella stampa estera, Thyssen starebbe cercando un
finanziamento dal Governo tedesco rispetto ai piani di
ristrutturazione e rilancio della multinazionale stessa. In
Italia l'annunciato piano della siderurgia non ha fatto passi in
avanti. Servirebbe quindi, anche dopo l'incontro avuto con il
Governo, capire quale può essere il ruolo della politica per
chiarire se il sito di Terni e strategico per tutti e se lo è
quali azioni si possono mettere in campo per renderlo tale. Con
Thyssen, prima della vendita, vanno fissati paletti rispetto
alla salvaguardia del sito, quella occupazionale, investimenti
su prodotti ed ambiente".
Nel suo intervento, l'assessore Fioroni - prosegue il
comunicato - ha spiegato che "la vicenda Ast va inquadrata in un
più ampio contesto internazionale. Guardando il settore
metallurgico prevale, a livello internazionale, l'incertezza
dovuta anche ad un risultato globale che ha visto un generale
calo dei profitto e ad uno stallo della domanda. Abbiamo
tuttavia la Cina che va controcorrente. Oggi c'è un quadro
competitivo che ci impone un confronto importante sul ruolo
strategico dell'acciaio".
"Quindi - ha proseguito Fioroni - rispetto a Terni, è
importante farne un tema nazionale ed europeo. Alcuni acciai
prodotti a Terni sono speciali, rappresentando nel mercato
un'importante nicchia. Oggi siamo di fronte ad una azienda
complessa per cui la vendita non può essere circoscritta ad una
contrattazione semplice. L'auspicio è che si mantenga un dialogo
stretto e forte con il territorio, per quanto la presidente
Tesei più di una volta ha inviato comunicazioni al presidente
del Consiglio Conte e al ministro dello Sviluppo economico per
evidenziare che il tavolo debba prevedere una interlocuzione ai
più alti livelli istituzionali. È necessario un tavolo con una
presenza forte delle istituzioni".
"Rispetto all'alienazione - ha affermato ancora l'assessore -
l'amministratore Burelli, in sede di tavolo ministeriale, ha
fornito garanzie che il perimetro dell'alienazione coinvolgerà
anche tutto l'aspetto commerciale. L'iter della vendita sarà
complesso con la necessità di una continuità dell'attività
aziendale contestualmente alla trattativa. Nell'interlocuzione
regionale dobbiamo avere le garanzie che anche una serie di
investimenti promessi, soprattutto in ambito ambientale, vengano
realizzati. È importante essere bravi nel cercare di valorizzare
la strategicità del sito di Terni sui tavoli ministeriali ed
europei. Siamo in mezzo ad una importante attività di vendita e
va trovata una linea di equilibrio. Ci auguriamo che gli
interlocutori che si siederanno al tavolo lo faranno con una
prospettiva di piano industriale allargato che non veda nella
acciaierie una sola nicchia, ma la possibilità di riattivare
produzioni che nel sito avevano una specificità. Alla proprietà
abbiamo chiesto i criteri per il procedimento di scelta".
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