Con la pubblicazione in Gazzetta
Ufficiale numero 75, del 31 marzo 2025, dei DPR di indizione dei
cinque referendum popolari abrogativi per cui si voterà nei
giorni di domenica 8 giugno e lunedì 9 giugno 2025, entra in
vigore la legge 28/2000, cosiddetta "Par condicio", che vieta
alle amministrazioni pubbliche di svolgere attività di
comunicazione durante la campagna elettorale. Lo ha annunciato
l'ufficio stampa dell'Assemblea legislativa.
"Nello specifico - spiega Palazzo Cesaroni -, la
comunicazione istituzionale in periodo elettorale è disciplinata
dall'art. 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28 (Disposizioni
per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le
campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione
politica). Tale norma prevede che 'Dalla data di convocazione
dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di
voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di
svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle
effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace
assolvimento delle proprie funzioni (comma 1)'. Le attività di
comunicazione nel periodo elettorale sono consentite solo se
presentano i caratteri della impersonalità e della
indispensabilità per l'efficace svolgimento delle funzioni. Per
quanto riguarda il requisito della impersonalità, le
comunicazioni devono essere percepite come provenienti
dall'attività istituzionale dell'amministrazione, senza
l'indicazione di soggetti. L'indispensabilità delle
comunicazioni è connessa all'efficace assolvimento delle
funzioni e richiama il concetto di indifferibilità. Sono
consentite le comunicazioni la cui omissione o dilazione
comprometta l'efficace svolgimento delle funzioni. Rientrano,
inoltre, nel divieto tutte quelle attività di comunicazione
volte a promuovere l'immagine del Consiglio regionale
enfatizzando l'amministrazione e i suoi organi in termini di
divulgazione dei risultati e accrescimento dell'immagine degli
amministratori. Da regolamento è consentita la trasmissione in
diretta delle sedute d'Aula. La valutazione della legittimità
dell'attività di comunicazione nel periodo elettorale è svolta
dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom)".
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