"Non ci fu da parte nostra nessuna
indebita pressione, ma un dialogo nell'ambito di normali
rapporti tra Regione, azionista e Cva". E' quanto dichiarano
l'ex presidente della Regione Valle d'Aosta Erik Lavevaz e
l'attuale assessore agli affari europei Luciano Caveri, in
merito alla lettera inviata dall'ex presidente di Finaosta
Nicola Rosset alla presidenza del Consiglio Valle, riguardante i
vertici di Cva.
"Veniamo tirati in mezzo ad una polemica - aggiungono -
risalente a tre anni fa, fra l'attuale amministratore delegato
di Cva, Giuseppe Argirò, e l'ex presidente di Finaosta, Nicola
Rosset, sui compensi da attribuire allo stesso Argirò e agli
altri amministratori di Cva, dopo l'uscita dalla Madia della
società elettrica regionale, avvenuta nell'estate del 2022. I
vertici di Cva avevano emolumenti prestabiliti in apposita
tabella, tuttavia il bando di nomina conteneva questa specifica:
'Nel caso in cui - in corso di mandato - sopravvengano normative
suscettibili di incidere sull'entità dei compensi, questi
potranno essere oggetto di modifica nei termini di legge'. La
valutazione sull'opportunità di aumentare i compensi da parte
dei vertici di Cva venne presentata, in presenza dei dirigenti
regionali responsabili, sulla base di tale previsione che ci
limitammo a discutere con Finaosta, che propose da parte sua le
dimissioni e la rinomina degli amministratori per adeguare i
compensi, comprendendo le ragioni. Strada che non venne
percorsa, valutando l'illogicità della proposta".
Concludono: "Da lì partirono le guerre di pareri legali
contrastanti tra Finaosta e Cva, che si risolse senza i
possibili aumenti per decisione autonoma di Finaosta.
Non abbiamo più seguito, a causa del cambio di Giunta e di
deleghe, le altre questioni, che sono oggi la reale discussione,
come l'andamento del piano industriale e l'attuale status
economico degli amministratori".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA