(di Fausto Gasparroni)
"Di fronte all'aumento dei contagi,
che registriamo anche in Italia, serve un surplus di
responsabilità da parte di tutti: proprio adesso è necessario
fare quello sforzo ulteriore che ci aiuterà a superare il
secondo inverno difficile nel nostro Paese e in tutto il mondo".
E' un vero e proprio appello a tenere la barra dritta contro la
quarta ondata del Covid, quello che proviene dall'Introduzione
del cardinale presidente Gualtiero Bassetti ai lavori della 75/a
Assemblea generale della Cei, che vede riuniti all'Hotel Ergife
oltre 210 vescovi del Paese.
"La divisione in fronti contrapposti indebolisce sia la
tenuta della società sia il cordone sanitario che ci ha permesso
di salvaguardare i più fragili e di contenere significativamente
il numero delle vittime", avverte Bassetti, rilevando che "le
notizie che giungono dai Paesi vicini sono tutt'altro che
confortanti". Quello sulle "difficoltà causate ancora dalla
pandemia" è uno dei punti centrali del discorso di Bassetti che,
nell'intento dei vescovi di stare "accanto ai più deboli", tocca
anche altre criticità della situazione non solo italiana.
Come i troppi giovani in fuga all'estero: "Non possiamo
assistere a una situazione sociale e ambientale che rischia di
tarpare le ali ai nostri ragazzi e di impoverire molti
territori, destinati a spegnersi senza un ricambio
generazionale!". O la crisi climatica: "il pianeta è malato,
abbiamo tradito il mandato divino di 'coltivare e custodire' la
creazione", ma è proprio la forte attenzione dei giovani a
questo problema che "ci fa dire che questa situazione non è
irreversibile". O ancora, la situazione dei migranti in Libia,
al confine tra Polonia e Bielorussia, o nel Mediterraneo: "Sono
vicende che non appartengono alla cultura europea generata dal
Vangelo". Bassetti, nel suo sguardo all'Italia, dice di
condividere "le stesse preoccupazioni espresse più volte dal
Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, cui va la nostra
gratitudine per il servizio reso al Paese in questi sette anni".
E qui scatta l'applauso convinto della platea dei vescovi.
Ma l'attenzione del presidente Cei va ancora più ampiamente
al tema di questa Assemblea, che è quello del Cammino sinodale
della Chiesa italiana. E sono tre gli spunti di riflessione che
indica e su cui dovranno lavorare i gruppi di lavoro: "una nuova
collegialità" tra i vescovi, "un nuovo ascolto" e "una nuova
creatività". E a quest'ultimo proposito Bassetti avanza una sua
richiesta: che "l'ascolto", oltre a riguardare "i laici, i
presbiteri e coloro che vivono una specifica esperienza
ecclesiale nei movimenti e nelle associazioni laicali", tocchi
anche "persone che, pur non essendo pienamente integrate nella
vita della Chiesa, avrebbero qualcosa di importante da dire".
Uno spazio, lo definisce, "molto ampio che attende di essere
esplorato e valorizzato da noi pastori proprio in questa fase".
Quest'assemblea straordinaria d'autunno, che si concluderà
giovedì, è diventata anche l'occasione per il classico toto-nomi
su chi potrà essere il successore dell'arcivescovo di Perugia
alla presidenza della Cei, tenuto conto che il suo mandato
quinquennale scade a maggio prossimo, quando avrà già compiuto
80 anni. E non si può certo negare che, ai vari nomi che già
circolano, proprio papa Francesco ne abbia ieri indirettamente -
ma molto chiaramente - aggiunto uno che potrebbe essere di suo
gradimento: regalando a tutti presuli, durante l'incontro
d'apertura, il cartoncino del Buon Pastore con il testo, che più
bergogliano non si potrebbe, delle "Beatitudini del Vescovo".
E chi ne è l'autore, non citato nel biglietto? L'arcivescovo
metropolita di Napoli mons. Domenico Battaglia, per tutti "don
Mimmo", ex prete di strada in Calabria, che ha elencato le otto
"Beatitudini" portate ieri ad esempio dal Papa lo scorso 31
ottobre, nell'omelia della messa di ordinazione dei tre nuovi
vescovi Michele Autuoro, Francesco Beneduce e Gaetano Castello.
Se ne riparlerà.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA