Papa Francesco è senza dubbio tra le
figure più significative nel panorama attuale, non solo
spirituale ma anche geopolitico. I suoi gesti, il suo
atteggiamento di rispetto e apertura sincera verso culture e
religioni diverse, ma anche nei confronti di coloro che non
hanno un credo definito, lo rendono un punto di riferimento
riconosciuto, anche se talvolta scomodo.
Certamente, i cattolici sono abituati a tenere presenti i
rapporti che egli ha stabilito nel corso degli anni - fin dai
tempi del suo ministero sacerdotale ed episcopale in Argentina -
con persone di altre fedi o atee. Ma non è altrettanto scontato
considerare quello che tali persone pensano e dicono di lui.
E' a tale proposito che da venerdì 28 febbraio si potrà
trovare in libreria e negli store online "Francesco visto da
fuori. Cosa pensano del Papa i credenti di altre fedi", a cura
di Roberto Catalano, edito da Città Nuova.
Nella prima parte del volume il curatore offre una lettura
dell'attuale papato nel contesto del dialogo e dei rapporti con
persone di altre tradizioni religiose.
Seguono quindi le voci di ebrei, musulmani, indù, buddisti e
baha'i in merito al senso che essi danno al pontificato di
Francesco. Per l'ebraismo: la rabbina argentina Silvina Chemen,
il rabbino israeliano-americano, residente a Gerusalemme, Rav
Ron Kronish; per la fede musulmana: la dott.ssa Haifa
Alsakkaf, yemenita di origine, ma in Italia da più di tre
decenni, il prof. Dicky Sofjan e l'imam Mikail Saahir di
Indianapolis (quest'ultimo della comunità mondo musulmano
afro-americano).
Si entra, poi, nella terza parte del libro, nel mondo delle
religioni asiatiche, o almeno, in alcune di esse: il rev.
Munehiro Niwano, già rettore del Seminario del Movimento Rissho
Kosei-kai a Tokyo, noto rappresentante di questa realtà del
buddhismo mahayana giapponese; la prof. Meenal Katarnikar, indù
di Mumbai. Sebbene i baha'i non possano essere considerati una
religione orientale, in quanto nati in Iran, il Dr. Merchant,
figura di spicco della comunità di Nuova Delhi e a livello
internazionale, presenta in questa sezione conclusiva la
sensibilità di questa comunità, da sempre aperta a un dialogo
positivo e costruttivo, nell'apprezzare l'atteggiamento
dialogico del papa argentino.
Il curatore Roberto Catalano, dopo tre decenni trascorsi in
India, dove ha contribuito a diverse iniziative di dialogo
indù-cristiano, per tredici anni è stato co-direttore del Centro
per il Dialogo Interreligioso del Movimento dei Focolari.
Attualmente è professore presso l'Istituto Universitario Sophia
di Loppiano (Firenze) dove insegna Teor-Etica per una cultura
del Dialogo e Teologia e prassi del dialogo interreligioso. E'
autore di diversi testi, sia divulgativi che scientifici, su
questi argomenti.
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