La preoccupazione del
Papa per la sicurezza alimentare e la nuova guerra del grano
arriva fino alle isole Svalbard, nel bunker delle sementi,
grazie alla missione speciale di Michael Haddad, la "Arctic Walk
for Climate Resilience and Food Security". Haddah, ambasciatore
di Buona volontà del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite,
pur avendo subito un grave incidente da piccolo, con le sue
"passeggiate impossibili" compiute nei luoghi più impervi,
lancia in tutto il mondo messaggi di speranza con il motto
"Nothing is impossible". Ed in effetti, anche stavolta, sotto le
insegne dell'Undp e accompagnato per l'occasione da monsignor
Lucio Ruiz, segretario del Dicastero per la Comunicazione,
Haddah ha dimostrato che si possono superare i propri limiti
fisici o mentali quando sono in gioco cause cruciali per la
salvezza del Pianeta come quella dell'emergenza climatica e
della sicurezza alimentare, quest'ultima resa ancora più
evidente dalle conseguenze del conflitto in Ucraina con il
blocco dei carico di grano attesi da milioni di persone nel
mondo.
Alla "Arctic Walk" che ha avuto il suo culmine con la
consegna e deposizione nel bunker delle sementi delle Svalbard
di una speciale riproduzione del messaggio del Papa durante la
pandemia, la Statio Orbis, ed anche di sementi provenienti da
dodici Paesi arabi preziose per la salvaguardia delle specie
vegetali, ha quindi preso parte ufficialmente il Vaticano ma
anche tanti amici di Haddad costruiti durante questo cammino
avviato con la presentazione ufficiale della missione a Roma, lo
scorso dicembre, come l'ambasciatore Pietro Sebastiani, già
Direttore generale della Cooperazione italiana e l'artista
Chiara Finucci, presidente del Garbage Patch State e della
Fondazione Finucci, che da anni con le sue opere lavora alla
causa della riduzione della plastica, in particolare negli
Oceani. Finucci ha compiuto anche rilevazioni scientifiche
nell'ambito della missione per analizzare la presenza delle
plastiche arrivate ormai destano l'allarme e la preoccupazione
degli scienziati anche tra i ghiacci dell'Artico.
Haddad ha depositato semi provenienti da Algeria, Egitto,
Iraq, Libano, Libia, Marocco, Oman, Palestina, Siria, Tunisia e
Yemen, rilanciando così l'importanza del Nordafrica e del Medio
Oriente anche per la sicurezza alimentare mondiale.
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