Cemento abusivo, pesca illegale e
inquinamento mettono sotto scacco le aree costiere in Veneto. Il
quadro emerge dal rapporto "Mare Monstrum" 2023 di Legambiente,
realizzato elaborando i dati delle forze dell'ordine e delle
Capitanerie di porto sui reati e le infrazioni a danno del mare.
Il Veneto è al quinto posto tra le regioni italiane nella
classifica generale delle infrazioni per chilometro di costa,
con 3.820 tra reati e illeciti amministrativi sui 158,9
chilometri complessivi, pari a 24 reati e illeciti ogni
chilometro, in aumento rispetto al 2021.
Nel ciclo del cemento illegale, il Veneto si colloca al
settimo posto con 669 reati, 686 persone denunciate, 24
sequestri effettuati e 1208 illeciti amministrativi. Quasi
28mila i controlli con 3.371 sanzioni amministrative. Aumento,
anche se contenuto, per l'illegalità connessa ai fenomeni
d'inquinamento (rifiuti, scarichi in mare, depurazione) con 148
reati e 431 illeciti amministrativi, quasi 100 in più rispetto
al 2021; la regione figura al quart'ultimo posto nella
classifica 2022.
Per quanto riguarda la pesca di frodo, in Veneto sono quasi
300 i quintali di prodotti ittici sequestrati, dato che colloca
la regione al quarto posto della classifica per quantità
complessiva sequestrata; se leggiamo il dato per chilometro di
costa, il Veneto è primo con più di 188 chilogrammi di pesce
sequestrato per chilometro di costa, con quantità raddoppiate
rispetto al 2021.
"In Veneto sono i numeri della pesca illegale che devono
preoccuparci maggiormente - commenta il presidente regionale di
Legambiente Luigi Lazzaro - dove, come in generale in tutto il
Paese, si nota una prevalenza di infrazioni rispetto ai reati.
Un dato che a dispetto della conclamata gravità della situazione
per la maggioranza degli stock ittici, rappresenta una grande
spia d'allarme su come le attuali armi normative siano
palesemente spuntate, nonostante gli sforzi profusi per
un'efficace ed efficiente azione di prevenzione e contrasto da
parte di Capitanerie di Porto, forze dell'ordine e magistratura,
come evidenziato proprio dal raddoppio delle quantità
sequestrate lungo le coste della nostra regione".
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