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L'assemblea generale Anfia discute il futuro dell'auto

L'assemblea generale Anfia discute il futuro dell'auto

Roberto Vavassori nuovo presidente, tanti argomenti sul tema della transizione energetica

ROMA, 20 giugno 2023, 19:18

Redazione ANSA

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Roberto Vavassori nuovo presidente dell 'Anfia - RIPRODUZIONE RISERVATA

Roberto Vavassori nuovo presidente dell 'Anfia - RIPRODUZIONE RISERVATA
Roberto Vavassori nuovo presidente dell 'Anfia - RIPRODUZIONE RISERVATA

Nel corso dell'assemblea generale Anfia 2023, torna in carica, dopo circa 10 anni, come presidente Roberto Vavassori, chief public affairs officer e membro del board di Brembo, che raccoglie il testimone da Paolo Scudieri. L'automotive - ha spiegato Vavassori - inserita nel più ampio tema della mobilità e della sua evoluzione, rappresenta senza dubbio un elemento importante del futuro della nostra Europa, per i suoi cittadini, per le sue imprese, per la sua sicurezza e sviluppo. In Italia, dove il governo è contrario ad uno stop della produzione dei motori termici, come ha evidenziato Massimo Bitonci, sottosegretario al ministero delle imprese e del made in Italy, si punta ad un riordino complessivo del sistema degli incentivi, per semplificarlo, rendendoli strutturali. In un contesto storico in cui si va verso una stabilizzazione della produzione, alimentata dalla riduzione della richiesta di pc e smartphone, che favorisce la disponibilità di semiconduttori per l'automotive, come ha sottolineato Gianluca Di Loreto, Partner Bain & Company, il costo delle materie prime, mese dopo mese, è sceso, anche se non si è ancora arrivati ai livelli prepandemici per via delle richieste comunque elevate. Così, si prevede una diminuzione del margine per i costruttori che andrà a pesare, inevitabilmente, sulle aziende che realizzano componentistica. Inoltre, "dal 2010 a 2022 i produttori Audi, BMW e Mercedes - sottolinea Di Loreto - hanno dimezzato la produzione in Europa a favore della Cina che lavora anche con creatività: BYD, ad esempio, ha comprato 8 navi cargo per ovviare alle consegne di auto, ha aperto 1 fabbrica di bus nel Vecchio Continente, e ne sta aprendo una di auto". Per questo l'Europa, come è emerso dalla tavola rotonda a cui hanno partecipato Luc Chatel, presidente PFA, per la Francia, e Jakub Farys, presidente PZPM, per la Polonia, insieme al nuovo presidente Anfia Roberto Vavassori, è chiamata a fare fronte comune. Dura la presa di posizione di Luc Chatel: "se l'Europa fosse stata razionale non avrebbe mai preso una decisione del genere (in riferimento all'abbandono dei motori termici), avrebbe fatto un'analisi su quello che è il ciclo di vita del veicolo, e avrebbe fatto in modo che le imprese avessero potuto scegliere le tecnologie, questa scelta è stata un sabotaggio industriale". "L'Europa - ha aggiunto Vavassori - deve rispondere agli interessi di 27 paesi, ma bisogna andare oltre le necessità di ogni singolo paese, è importante lavorare insieme." "Dobbiamo spostarci verso quella che è la nuova mobilità ma anche rivedere la produzione di componentistica e di accessori - ha evidenziato Jakub Farys - perché l'industria polacca è orientata attualmente nella produzione di componenti per motori termici". Il lavoro imposto dalla transizione energetica nel settore automotive appare impegnativo e complesso, e bisogna intervenire su diversi aspetti, in quanto, come ci ricorda il neo presidente Vavassori, è incomprensibile a livello europeo avere tasse d'importazione differenti tra la Cina e l'Euorpa. Infine, è doveroso sottolineare quanto sia importante competere a livello paritario, misurando, ad esempio, anche il quantitativo di Co2 dei prodotti made in Cina, "perché - conclude Vavassori - la prima regola per una sana competizione è giocare ad armi pari".

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