''La Commissione europea è a conoscenza del problema Iva patenti in Italia, ha una sua proposta di riforma delle norme in materia di IVA che non include le lezioni di scuola guida tra i beni soggetti ad aliquota Iva, riconosce la piena libertà per gli Stati membri di organizzare la formazione alla guida''. Sono questi i tre capisaldi della risposta che mercoledì scorso il Commissario uscente agli Affari economici, Pierre Moscovici, ha dato a un'interpellanza dall'europarlamentare Mara Bizzotto (Lega) in tema di Iva sulle patenti dando, di fatto, ragione alle autoscuole.
''Questi elementi - dichiara Emilio Patella, segretario nazionale Autoscuole Unasca - aprono la strada a una profonda revisione della Risoluzione 79/E dell'Agenzia delle Entrate del 2 settembre scorso, con la quale si è introdotta l'aliquota l'Iva al 22% sulle prestazioni didattiche delle autoscuole.
Questo perché le parole di Moscovici confermano quanto espresso e rappresentato dalle associazioni di categoria ai ministri Roberto Gualtieri e Paola De Micheli, e a tutte le forze politiche, nelle scorse settimane. L'organizzazione della formazione e l'assoggettabilità all'Iva dipendono da decisioni nazionali, e il Legislatore italiano ha da molti anni attribuito alle autoscuole un ruolo professionale specifico nel percorso formativo alla guida, nella diffusione dell'educazione stradale e della sicurezza stradale''.
''Auspichiamo - conclude il Segretario nazionale delle Autoscuole Unasca, Emilio Patella - che questo pronunciamento che Moscovici fa a nome della Commissione europea rappresenti un definitivo impulso perché il legislatore italiano dia una risposta immediata e cancelli l'IVA arretrata, confermi la specialità didattica delle prestazioni rese dalle autoscuole italiane che ne ha sin qui determinato la legittima esenzione dall'imposta. La battaglia non è finita, quello che è certo è che la Commissione ci dà motivi per continuare a opporci all'Agenzia delle Entrate e sollecitare la politica per una soluzione duratura''.
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