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Transizione sia ecologica, appello filiera al Governo

Transizione sia ecologica, appello filiera al Governo

Da #FORUMAutoMotive coro unanime: strategia chiara e incentivi

MILANO, 22 marzo 2022, 17:20

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"La transizione energetica ed ecologica della mobilità nazionale ed europea, con le sue diverse ricadute (ambientali, economiche e sociali). I tempi dell'elettrificazione del parco auto, la necessità di incentivare la sostituzione delle vetture più inquinanti". Sono stati questi i principali temi al centro della prima giornata dell'evento #FORUMAutoMotive, in corso a Milano.
    Il Governo - è emerso - è chiamato a pianificare la non semplice transizione ecologica del nostro parco circolante, considerando tutti i risvolti, a partire da quelli ambientali, sociali, economici e in termini di sicurezza. Al di là della data limite di zero emissioni fissata per il 2050, è necessario avere un approccio pragmatico e non ideologico al tema.
    "Il FIT for 55, così come impostato non va bene e non ha futuro - ha detto l'eurodeputato Paolo Borchia, membro della Commissione Ue Industria, Ricerca - perché si rischia una transizione solo per ricchi, con l'incognita Cina che detiene gran parte delle risorse tecnologiche che alimenteranno questa transizione, su tutte il litio". Il richiamo alla neutralità tecnologica è arrivato da Claudia Porchietto, Vicepresidente Gruppo Forza Italia alla Camera dei Deputati, che ha ricordato come non sia possibile andare "in maniera unilaterale verso l'auto elettrica, bisogna uscire da una visione ideologica. Il sistema finanziario oggi premia esclusivamente questo tipo di investimenti e le nostre imprese necessitano di questi finanziamenti. La neutralità tecnologica deve essere il punto di riferimento per la transizione ecologica della nostra mobilità".
    Gianluca Benamati, Vicepresidente Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera, ha ricordato che "l'Europa è tra i minori emettitori di CO2" e che "dare per morto il mondo endotermico è un grande errore. E' una tecnologia che oggi sta facendo grandi passi in avanti sul fronte dell'efficienza e grazie ai biocarburanti".
    Francesca Re David, Segretario Generale Fiom-Cgil, ha sottolineato "la totale assenza di ascolto da parte di questo e dei precedenti Governi sul fronte delle politiche industriali" ed espresso il timore di perdere l'intera filiera. Roberto Benaglia, Segretario Generale Fim-Cisl, ha poi precisato che "oggi, alla luce di quanto sta succedendo in Ucraina, sarà necessario ridefinire molte decisioni sul prossimo futuro, anche sulla transizione sostenibile. Bisogno di ridare fiducia al mercato". "A mio avviso non si affronta a livello politico il tema del futuro della transizione dell'auto con il giusto approccio", ha sottolineato Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm. "Si dice spesso che le aziende si devono adeguare, ma c'è necessità di certezze per consentire loro di poter pianificare gli investimenti con chiarezza e tempi certi".
    Unita la filiera sulla necessaria di una strategia chiara per la transizione elettrica, con attenzione alle ricadute sociali e occupazionali. No corale agli incentivi stop&go, sì a una fiscalità europea sull'auto aziendale. Di diverso avviso Francesco Naso, Segretario Generale di Motus-E: "Nel 2018 l'elettrico rappresentava una percentuale sotto l'1%, oggi siamo sopra il 5%. Non si possono bloccare le date di phase-out. Va ridiscusso il sistema di incentivi in Italia anche per riconvertire le imprese". Michele Crisci, Presidente di UNRAE chiede di mettere in piedi una strategia che tenga conto di incentivi, di fondi per la riconversione industriale, ma anche di una riforma fiscale sull'auto aziendale". "Senza incentivi - ha concluso il Presidente di Federauto Adolfo De Stefani Cosentino - il mercato dell'elettrico torna a percentuali più basse". 

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