Stellantis considera centrali gli Stati Uniti: il gruppo, presente con marchi come Jeep, Ram, e Dodge, ha 75.000 dipendenti e realizza un fatturato annuo di 63,5 miliardi di euro, vende 1,4 milioni di veicoli. Per questo John Elkann è tornato da Donald Trump e questa volta è andato alla Casa Bianca. Un altro incontro c'era stato prima della cerimonia di insediamento del 20 gennaio, nella residenza del Tycoon a Mar-a-Lago, in Florida, dove il presidente di Stellantis aveva annunciato investimenti per 5 miliardi di dollari confermando la volontà di aumentare la produzione negli Stati Uniti e di dare "stabilità alla grande forza lavoro americana".
Elkann, che dopo l'uscita dell'amministratore delegato Carlos Tavares ha assunto le redini del gruppo, a gennaio si era voluto presentare a Trump come responsabile operativo di uno dei maggiori produttori automobilistici negli Usa. E nella stessa veste - senza nessuna valenza quindi politica - è tornato alla Casa Bianca, in un momento in cui al centro dell'attenzione c'è il tema dei dazi voluti dall'amministrazione americana. Non è stato però questo il tema al centro del colloquio tra Elkann e Trump, ma si è parlato soprattutto degli standard ambientali, un tema al quale è legata la competitività del settore. Il presidente degli Stati Uniti ha assicurato ad Elkann che ha intenzione d voler ripristinare standard meno rigidi sulle emissioni delle auto.
Tra i temi dell'incontro la competitività del sistema automotive nordamericano, su cui Elkann si era espresso la scorsa settimana in una call con gli analisti finanziari, oltre all'accessibilità economica dei prodotti fabbricati negli Stati Uniti e per le implicazioni sulla domanda. "L'Americana Automotive Policy Council, di cui fanno parte Stellantis, Ford e Gm - aveva detto Elkann agli analisti - ha rilasciato una dichiarazione molto chiara sul dialogo in corso con l'amministrazione Trump e sull'importanza della competitività del settore automobilistico nordamericano. Inoltre si è espressa sulla preoccupazione per l'accessibilità dei nostri prodotti made in America e sulle ripercussioni che questa incertezza avrà sulla domanda degli Stati Uniti. Noi siamo determinati a concentrarci sulle nostre aziende e sulle performance nel 2025". Il presidente di Stellantis avrebbe ribadito al presidente americano la necessità di chiarezza. Il colloquio fra Trump ed Elkann rientra in una serie di confronti con i vertici delle Big Three di Detroit, General Motors, Ford e Stellantis.
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