Con i suoi recital per sole
percussioni ha sperimentato inediti accostamenti e creato legami
trasversali, senza distinzione di generi, stili o epoche: è
Simone Rubino, il ventinovenne musicista torinese, ormai star
della scena musicale europea, ospite del Bologna Festival, il 17
ottobre all'Oratorio di San Filippo Neri per la rassegna Il
Nuovo l'Antico. Proprio come il titolo della rassegna bolognese,
nei suoi programmi Rubino interseca il nuovo con l'antico, il
sacro con il profano, il popolare con il colto.
Nelle sue mani l'insieme degli strumenti a percussione è
diventato un universo sonoro in perenne espansione. Piatti,
gong, marimbe, temple-block, xilofoni, claves si sono
trasformati da attori secondari in protagonisti, in voci
soliste. Lo dimostra il programma del suo concerto dove accanto
a due "classici" del repertorio per sole percussioni, "The Third
Construction" di John Cage e "Rebonds B" di Iannis Xenakis,
troviamo "Water Spirit" di Tan Dun, "Asventuras per tamburo
solo" del percussionista-compositore tedesco Alexey Gerassimez,
"The Wave" della percussionista-compositrice giapponese Keiko
Abe, la "Ciaccona" di Bach nella trascrizione per marimba di
Eduardo Egüez. Interprete dalle abilità straordinarie, dotato di
una rara sensibilità timbrica Simone Rubino ha anche collaborato
con grandi orchestre come i Wiener Philharmoniker, la
Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, la
Konzerthausorchester di Berlino e con direttori come Zubin
Mehta, Manfred Honeck, Tan Dun, Michael Sanderling, Kristjan
Järvi.
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