BOLOGNA, 01 APR - Il garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri, nel pomeriggio di ieri ha visitato la sezione distaccata dell'istituto penitenziario minorile nel carcere della Dozza di Bologna, dove sono stati trasferiti detenuti 'giovani adulti'. Cavalieri ha dialogato con i presenti, maggiorenni, riscontrando "una situazione degna di attenzione e che comprime non solo il senso della scelta adottata dall'autorità della giustizia minorile ma anche i diritti dei giovani presenti".
Erano presenti 12 persone, di cui sei neo maggiorenni, quattro dei quali in custodia cautelare. I giovani, sette con condanna definitiva, provengono da Milano, Firenze, Bologna, Treviso, Palermo. Solo quattro hanno un fine pena che supera i 12 mesi di residuo.
Mentre gli spazi fisici del reparto, sia per quello che riguarda le camere di pernottamento che quelli trattamentali, aule e spazi per lo sport, sono apparsi in buone condizioni, il Garante evidenzia "la mancanza di acqua calda nelle celle e le docce in comune". Inevitabilmente "la sezione detentiva si configura come uno spazio per adulti fortemente segnato da una architettura carceraria che nulla ha a che fare con il senso degli ambienti di un minorile". A parere di Cavalieri "non trova un senso la collocazione di ragazzi in custodia cautelare, data la negativa ricaduta che ha il trasferimento dai luoghi di appartenenza e in particolare perché si complica per questi ragazzi la possibilità di ottenere la sospensione del processo e la loro messa alla prova".
Nell'attesa di comprendere in base a quale provvedimento normativo è stata disposta dal Dipartimento della giustizia minorile il trasferimento di questi giovani detenuti, il Garante esprime "una forte preoccupazione circa i tempi di durata di tale scelta".
In settimana Cavalieri comunicherà alla direzione dell'Ipm un monitoraggio settimanale e auspica "l'attivazione di una rete della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna con gli altri comuni e regioni sedi di Ipm per monitorare i tempi di apertura dei nuovi istituti, lo stato dei trasferimenti e i progetti dei giovani detenuti per i quali va assicurata una continuità dei servizi e la costruzione di percorsi che rendano la carcerazione un percorso residuale e contenuto nel tempo".
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