Indossano le loro t-shirt grigie
con la scritta Wartsila. Davanti alla Prefettura hanno srotolato
lo striscione delle Rsu e uno che rimanda al passato, ovvero al
"Consiglio di Fabbrica della Grandi Motori". Così i lavoratori
della multinazionale finlandese, che ha annunciato la volontà di
cessare l'attività produttiva nell'impianto di Bagnoli della
Rosandra con conseguenti 450 esuberi, si sono presentati in
piazza Unità a Trieste oggi pomeriggio, sostenuti dai cittadini
e da altri lavoratori a rischio, come i dipendenti della Flex e
di Principe. Chiedono tutele per la Wartsila e, in generale, per
l'industria triestina in generale, "perché la città non può
vivere solo di commercio e turismo".
Ci sono i sindacati confederali con le loro bandiere. E
ancora Ugl e Usb. Diverse le associazioni a sostegno, come le
Acli. A breve una delegazione sarà ricevuta in Prefettura. In
piazza sono scesi anche il sindaco Roberto Dipiazza,
l'arcivescovo monsignor Giampaolo Crepaldi e l'assessore
regionale al Lavoro Alessia Rosolen. "Tutta la città, da destra
a sinistra, è con questi lavoratori - ha osservato Dipiazza -
Wartsila rappresenta la storia della città. Sono convinto che
porteremo a casa qualche risultato".
"Ho voluto esserci da subito perché si tratta di una crisi
ingiusta e che non si capisce, bisogna trovare tutti insieme
soluzioni credibili ed efficaci", ha aggiunto monsignor
Crepaldi.
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