Una rivisitazione che nell'Italia
del boom economico rappresentava in Calvino il mancato rapporto
tra realtà e uomo contemporaneo.E' lo sguardo al quale Pino Zac
(pseudonimo di Giuseppe Zaccari) disegnatore. regista e
animatore (1930 - 1985) dà forma nell'adattamento dell'omonimo
capolavoro letterario, Il Cavaliere inesistente, film del 1969,
che in occasione dei 100 anni dalla nascita di Italo Calvino,
viene presentato nella versione restaurata curata da Cinecittà,
in Alice nella città, sezione autonoma e parallela della Festa
del cinema di Roma.
Il cavaliere inesistente è un film a tecnica mista, con parti
di girato dal vero e animate, che ricostruiscono il medioevo
fantastico di Agilulfo il migliore dei paladini di Carlo Magno.
Nobile e ligio al dovere; in realtà non è altro che un'armatura
vuota, tenuta in piedi dalla sua sola volontà d'essere e quindi
non può mai abbandonare la sua "coscienza di essere": se ciò
dovesse accadere, cesserebbe di esistere. Durante una marcia con
l'esercito, Carlo Magno designa uno scudiero per Agilulfo,
Gurdulù, un uomo "che c'è, ma che non sa di esserci", che
accompagnerà il cavaliere per le sue avventure. In una notte,
Agilulfo fa conoscenza anche di Rambaldo, giovane cavaliere
schieratosi nell'esercito di Carlo Magno per vendicare la morte
del padre. Rambaldo si innamora di Bradamante, anch'ella
paladina, ma innamorata di Agilulfo, nel quale vede l'ideale del
cavaliere perfetto.
"Il cavaliere inesistente soffre di essere come è, così come
tante persone che nella nostra civiltà sono ridotti alla pura
funzione, a pura esecuzione a pura produttività- aveva detto
Calvino in un'intervista del 1969 -. Sono personaggi anche
patetici, che sentono inconsciamente il dramma della propria
povertà umana. Questo nel film si sente". Il film, per Calvino è
"di una fedeltà totale al mio libro".. Allo stesso tempo è
"anche un' interpretazione visuale dei personaggi, le
situazioni, gli ambienti e di tutte le associazioni nel testo".
Per Pino Zac "la parte favolistica del libro ha bisogno di un
mezzo d'espressione altrettanto fantastico e delirante. L'unico
modo per farne un film è utilizzare la libertà dell'animazione".
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