"L'impianto Tmb per chiudere il
ciclo dei rifiuti a Genova si farà a Scarpino come da programma
e non ci saranno ricadute sulle tasche dei cittadini". A dirlo è
l'assessore all'Ambiente del Comune di Genova Matteo Campora
rispondendo a un'interrogazione in aula rossa di Simone
D'Angelo, capogruppo del Pd. Il tema è quello dell'impianto di
trattamento meccanico biologico, la cui posa della prima pietra
è avvenuta nel 2021 (un anno dopo quello che avrebbe dovuto
essere l'avvio dell'impianto stesso) e i cui i lavori sono fermi
da mesi perché il terreno su cui dovrebbe essere costruito -
all'interno della discarica cittadina - non è sufficientemente
stabile.
Il consigliere Dem ha chiesto chiarimenti, una volta per
tutte, alla giunta sia sulle tempistiche sia sulla effettiva
fattibilità dell'opera visti gli extracosti da 15 milioni di
euro stimati per adeguare le fondamenta. "Amiu ha messo in mora
la società costruttrice, Iren Ambiente, per i ritardi - ricorda
D'Angelo - di fatto rinunciando alla possibilità l'impianto
nell'area di Scarpino, inoltre veniamo a conoscenza da articoli
di stampa che il sindaco è intenzionato a dotare Genova di un
termovalorizzatore per chiudere il ciclo dei rifiuti, da anni
chiediamo una commissione consiliare sul tema ma ci troviamo
obbligati ad accontentarci di un articolo 54, di quattro minuti
di risposta". Campora ha ricordato che Amiu ha ricevuto da Rima,
il consorzio partecipato da Iren Ambiente, un piano operativo
che tenga conto della riprogettazione e che "il Tmb si farà".
Poi ha sottolineato, ancora una volta, le responsabilità del Pd
in passato e le difficoltà in cui Scarpino e Amiu si trovavano
quando il centrodestra è andato al governo del Comune.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA