Da un lato la Regione Liguria vara una legge che porta i finanziamenti al Salone Nautico da 350mila a 780mila euro, dall'altro il capo di gabinetto di Toti ottiene per il fratello una fornitura per il Salone del valore di 10mila euro.
E' l'episodio ricostruito nelle carte dell'inchiesta della
Spezia che ha portato agli arresti domiciliari per corruzione
Matteo Cozzani e che ha dato il via all'indagine genovese.
"Scusa eh - dice al telefono Cpzzani con il presidente del
Salone nautico Saverio Cecchi, anche lui indagato, mentre
illustra quella che lui chiama la 'leggina' regionale che
moltiplicava i finanziamenti - io sono arrivato che al Nautico
gli venivano riconosciuti 350mila euro, ora Campagna (direttore
commerciale del Salone nautico, ndr) esce con 780mila euro.
C'è
qualcosa che non funziona, te lo dico eh! Saverio, la vostra in
Regione è una rapina a mano armata con scasso. Ma tu ti rendi
conto di quanti soldi?" E Cecchi lo ringrazia: "Meno male che ci
sei tu, grazie caro".
Poco dopo questo colloquio, l'imprenditore Filippo Cozzani,
fratello di Matteo, offre al Salone la fornitura di cartoni
d'acqua al prezzo di 10mila euro per un evento. Una fornitura
che va a buon fine e che secondo il giudice rappresenta il
corrispettivo dell'attività corruttiva da parte di Cecchi e
Campagna per "ottenere da Matteo Cozzani l'interessamento
necessario per la percezione di maggiori contributi economici
regionali".
L'indagine spezzina ha dato origine a quella genovese quando,
nelle intercettazioni, è emersa un'ipotesi di voto di scambio
velato dalla presenza della mafia siciliana che ha obbligato la
procura spezzina per competenza a inoltrare gli atti alla dda
genovese. Dopodiché, la procura spezzina ha effettuato le
richieste a febbraio e ha ottenuto le misure dieci giorni fa,
eseguite in coordinamento con le misure disposte dal gip di
Genova.
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