Denunciare il figlio malato di
schizofrenia in modo che possa essere curato: è la strada che è
stato costretto a prendere un uomo di 80 anni, ex consulente
aziendale, residente nel Torinese. Il caso è approdato nel
tribunale del capoluogo piemontese, dove il giovane si trova
sotto processo.
Il figlio viveva con le somme che il genitore gli versava
regolarmente, ma rifiutava di sottoporsi a terapie e spesso
diventava violento. Nell'agosto del 2018, dopo essere stato
ferito (in modo lieve) al termine dell'ennesima aggressione,
l'ottantenne si è rivolto ai carabinieri: la magistratura ha
emesso un divieto di avvicinamento e il giovane è stato affidato
a una comunità per le cure necessarie.
Al processo il figlio è assistito dall'avvocato Roberto
Rolli, mentre il padre si è affidato all'avvocato Davide Mosso
ma non si è costituito parte civile. Oggi in aula sono stati
discussi gli esiti degli esami psichiatrici: il giudizio degli
specialisti interpellati oscilla fra la seminfermità totale e
parziale.
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