L'Aiop - l'organizzazione aderente
a Confindustria che in Piemonte raggruppa 38 strutture sanitarie
- è pronta a sostenere la sanità pubblica per abbattere le liste
d'attesa. La richiesta sarà al centro dell'assemblea che si
terrà venerdì alle 12 al Castello di Verduno (Cuneo), dove sono
attesi il presidente della Regione Alberto Cirio e l'assessore
alla sanità Luigi icardi.
Nel pubblico, come nel privato, il Covid ha imposto la
sospensione di molte attività, soprattutto nella prima fase.
"Nelle ondate successive, grazie a una più attenta
organizzazione dei servizi, i nostri ospedali hanno partecipato
alle cure dei pazienti Covid in degenza ordinaria o in terapia
intensiva, senza azzerare le attività ordinarie, per non far
crescere a dismisura le liste di attesa. Ma si è accumulato un
sostanziale ritardo nella erogazione delle prestazioni, un vuoto
che va colmato", spiega Giancarlo Perla presidente dell'Aiop
Piemonte.
Le strutture private chiedono una più sostanziale
integrazione nel sistema pubblico regionale con l'assegnazione,
e relativo finanziamento, delle prestazioni da recuperare. La
Regione infatti ha stanziato 35 milioni per lo smaltimento delle
liste di attesa. Il budget dovrà includere le strutture Aiop, la
componente di diritto privato del sistema sanitario pubblico
che, come tale, partecipa a pieno diritto in tutte le attività
sanitarie: dalle ambulatoriali di diagnostica e chirurgia a
quelle di ricovero acuto, post acuto, dall'alta specializzazione
chirurgica all'ortopedia, fino al pronto soccorso. "Siamo
profondamente legati al servizio pubblico, insieme al quale
costituiamo una filiera completa e un motore dell'economia
italiana. Siamo un binomio che si va consolidando e che vede lo
sviluppo dell'assistenza sanitaria attraverso la realizzazione
di sistemi ibridi dove il paziente si appoggia indifferentemente
a pubblico e privato, senza distinguere la provenienza
dell'offerta" aggiunge Perla.
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