DI STEFANO AMBU
Nel 2008 è scappato da guerra e pericoli in Eritrea, il suo Paese, lasciando la sua famiglia. Poi ha vissuto in un campo profughi, in Etiopia. Un giorno è arrivata l'occasione della vita, la Sardegna. Per la precisione l'Università di Cagliari. E ora, perfettamente in corso, dopo tre anni di studio si è laureato. Gebremichael Gebrehiwat Weldegebriel oggi ha discusso la tesi: è il primo a Cagliari del progetto UniCoRe riservato agli studenti rifugiati. Una laurea in ingegneria chimica, con una tesi intitolata "The effect of the addition of moringa powder on the rheological properties of flour dough". Votazione finale 93.
"Una giornata speciale - ha raccontato Gebremichael - sono emozionato e felice. Ho sempre cercato, nonostante sia passato attraverso situazioni molto difficili, di migliorarmi, di rimanere concentrato verso il mio futuro. La Sardegna mi ha aiutato, qui c'è un bel clima e bella gente". E ora? L'obiettivo adesso è trovare un lavoro. Ihab Soliman, che gli ha fatto da tutor da quando è arrivato, assicura che l'università non lo lascerà solo. "Qui sto bene - spiega il neolaureato - ma ora è importante trovare un'occupazione. Pronto a viaggiare ancora: io seguirò il lavoro".
Gebremichael è nato 35 anni fa a Kinito, un piccolo villaggio a circa 60 km a sud di Asmara, a un passo dal confine con l'Etiopia. Aveva vent'anni quando è scappato dal suo paese e ha trovato rifugio nel campo profughi di Mai Aini, nel Tigrai. Baracche costruite alla meno peggio dove vivono 11mila persone. La forza di volontà l'ha portato a Semera, piccola città nella regione di Afar, nel nord-est dell'Etiopia. Lì ha frequentato la locale università. Gebremichael parla poco del passato, sintetizza dicendo che è fuggito dall'Eritrea per ragioni politiche e che sono 12 anni che non vede la famiglia.
Preferisce parlare del futuro. "Mi ha fatto molto piacere - ha commentato il suo relatore, il professor Massimiliano Grosso - aver seguito Gebremichael nel suo lavoro di tesi, e voglio congratularmi con lui per questo importante traguardo che oggi ha raggiunto. Ha sempre lavorato duramente per raggiungere i suoi obiettivi. Gli auguro il meglio per il futuro, e sono sicuro che la sua passione e la sua determinazione lo aiuteranno a realizzarsi nel mondo del lavoro".
Gebremichael sente spesso la sua famiglia in Eritrea: "Non sono più tornato nella mia patria ma so che mio padre e mia madre sono contenti di quello che sta facendo". In Sardegna lo hanno aiutato molto gli operatori della Caritas Claudio Caboni e Marcello Porceddu: naturalmente erano lì ad assistere alla sua grande giornata.
Soddisfatta anche Alessandra Carucci, prorettrice con delega all'Internazionalizzazione e referente scientifico per UniCa del progetto UniCoRe: "È una grande soddisfazione per me e per l'università di Cagliari che ha creduto da subito nell'importanza del progetto UniCoRe che ben si inseriva nelle attività che già avevamo intrapreso a favore dei rifugiati, come lo European Qualification Passport for Refugees per il riconoscimento dei titoli, e altre. Il fatto che Weldegebriel si stia anche laureando in corso dimostra che l'intero percorso di accoglienza e supporto ha funzionato al meglio, grazie anche alla collaborazione dei docenti e dello staff di UniCa e della partnership con la Caritas diocesana di Cagliari che assiste gli studenti rifugiati per le esigenze quotidiane".
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