Le firme di 49 fiorentini vip, di
riconosciuto rango professionale e scientifico, accompagnano una
lettera al sindaco Dario Nardella, alla giunta e al consiglio
comunale per chiedere di evitare di piantare alberi di arancio
nella centralissima via Cavour giudicando il progetto
un'"inspiegabile sgrammaticatura", "del tutto incongruo rispetto
al contesto urbano". I firmatari chiedono che dal progetto sia
stralciato "il previsto impianto di 50 alberi di arancio". "Il
progetto definito 'di riqualificazione' di via Cavour tra piazza
San Marco e via de' Pucci - si legge - prevede oltre alla
pedonalizzazione la messa a dimora di due filari di piante di
arancio, in totale 50. Francamente si tratta di un'inspiegabile
sgrammaticatura, un intervento del tutto incongruo rispetto alla
storia urbana di Firenze e in particolare di questo asse viario
così importante sin dal'400". In calce apre la firma del
giornalista Paolo Ermini seguita da quelle della presidente
della Fondazione Industria e Cultura Patrizia Asproni e della
docente di Storia d'arte moderna all'ateneo di Firenze Novella
Barbolani di Montauto. Tra i 49 ci sono tanti docenti e
accademici ma anche personalità delle libere professioni e altre
notoriamente attive nel dibattito cittadino. "Nella città -
scrivono - i viali alberati sono comparsi solo con gli
interventi ottocenteschi, ma al di fuori di quello che era il
perimetro delle mura medievali. Da questo punto di vista
stupisce l'approvazione del progetto da parte della
Soprintendenza". Inoltre "questa improvvida iniziativa -
criticano - è presentata come un "elemento di lotta al
cambiamento climatico" in un centro che si definisce
"pietrificato", come fosse un difetto da correggere. A questo
scopo però gli aranci in via Cavour darebbero un contributo solo
di facciata. E viene da chiedersi con quali altri interventi nel
centro storico proseguirebbe la realizzazione della 'città
green'". "Chiediamo con forza - concludono - che la parte
relativa all'impianto di aranci venga stralciata dal progetto".
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