"Affetto, preghiera e attesa" per
quello che accade a Papa Francesco "ispirano tante persone e
anche me". Lo ha spiegato l'arcivescovo di Milano, monsignor
Mario Delpini, parlando di come la chiesa e i fedeli affrontano
il ricovero del Papa in un'intervista al canale della Diocesi,
Chiesa di Milano.
"La prima cosa è l'affetto per il Papa che si esprime con
l'ascolto quasi ossessivo delle notizie, con tanta gente che
prega - ha aggiunto -. L'affetto è ciò che ci unisce e questo
spettacolo di tanta gente che prega con noi rivela che questo è
condiviso dal popolo cristiano e da tante persone. È l'affetto
per un uomo che con la sua parola, il suo esempio, le sue
insistenze ci ha toccato il cuore, ci ha motivato a pensieri più
ampi, a una visione del mondo più profonda".
C'è poi l'aspetto della preghiera "perché il Papa possa
vivere questo momento di sofferenza e questo isolamento in modo
che, anche con il dolore, possa insegnare alla chiesa ed
esercitare il suo affetto per noi", ha proseguito Delpini.
"La terza parola è l'attesa delle notizie, attesa che diventa
una speranza - ha concluso -. L'attesa che il Signore dia
consolazione, riposo e nuova vita al nostro Papa".
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