(V. 'Il papa convocherà un Concistoro...' delle ore 12,33)
"Ogni parola sembra incapace di
spiegare tutta la nostra commozione e la gratitudine per il Papa
che, pur in un momento di sofferenza e dalla 'cattedra' speciale
dell'Ospedale Gemelli, ha voluto concedere a tutti i devoti
della Madonna di Pompei, ovunque nel mondo, questa grande gioia.
A Pompei amiamo il Papa in modo speciale e profondo e preghiamo
per lui, certi che la Madonna del Rosario e Bartolo Longo, dal
Cielo, ascoltino la nostra invocazione e il Santo Padre torni
alla quotidianità del ministero petrino". Lo sottolinea
l'arcivescovo di Pompei, Monsignor, Tommaso Caputo, in merito
alla canonizzazione del beato Bartolo Longo.
"Bartolo Longo - ricorda - fu beatificato il 26 ottobre 1980
e, già negli anni successivi, una moltitudine di persone ha
espresso un'esigenza del cuore: vedere il Fondatore canonizzato.
In tanti hanno pregato intensamente secondo questa intenzione,
in tanti si sono rivolti al Beato chiedendo la sua intercessione
nei frangenti più difficili della loro vita. Il Santo Padre ha
dato ascolto al popolo di Dio, che oggi fa festa. La gioia è per
noi che abbiamo un nuovo Santo, una figura alla quale guardare e
da imitare per raggiungere, un giorno, anche noi, il Paradiso.
In ogni canonizzazione infatti si può distinguere il disegno di
Dio. Quanti sono i santi nascosti, quelli della porta accanto.
Non arriveranno all'onore degli altari, ma sono santi agli occhi
del Padre. La canonizzazione, il riconoscimento pubblico della
santità di un uomo o di una donna, è invece strumentale alla
volontà di Dio che, attraverso quei testimoni, ci dona un aiuto
per darci la salvezza e la vita in pienezza, una gioia che
niente e nessuno potrà più toglierci. Facciamo festa perché
anche la canonizzazione del Beato Bartolo Longo è, ancora una
volta, una dichiarazione d'amore che Dio fa all'umanità".
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