Non aveva ancora 44 anni, Ezio Tarantelli, economista, docente universitario e sindacalista della Cisl, quando venne ucciso 40 anni fa, il 27 marzo 1985, in un attentato rivendicato dalle Brigate Rosse. Venne assassinato mentre stava uscendo dal parcheggio della facoltà di Economia e commercio dell'Università La Sapienza, dove aveva tenuto una lezione.
Due sicari si avvicinarono alla macchina e dopo avere estratto da una borsa una mitraglietta ed una pistola spararono numerosi colpi. Tarantelli, raggiunto da una decina di proiettili, morì poco dopo l'arrivo al Policlinico Umberto I. Vicino all'auto la polizia ritrovò un documento di 70 pagine intitolato ''Risoluzione strategica delle BR''.
Studioso dell'economia del lavoro, Tarantelli dirigeva l'Isel, un centro di ricerca del sindacato sul mercato del lavoro. "Al centro dei suoi studi e interessi erano i problemi del lavoro e della occupazione. Il 14 febbraio 1984 - ha ricordato la Cisl - con l'accordo tra governo e Cisl e Uil sul raffreddamento del punto di scala mobile, le idee di Tarantelli sul controllo della spirale inflazionistica vengono messe in pratica. Ma si determina una divisione nel sindacalismo sul referendum per abolire il decreto sulla predeterminazione degli scatti della scala mobile. Il referendum non passò e le idee espresse da Tarantelli trovarono una prima applicazione. Un anno dopo, i sicari del terrorismo organizzato lo uccidevano nel pieno della sua attività di studioso e di uomo impegnato nella vita sociale''.
Mattarella: 'Tarantelli martire del fanatismo ideologico'
"A quarant'anni dal vile assassinio, la Repubblica ricorda il Professor Ezio Tarantelli, intellettuale fine e appassionato, uomo aperto al confronto, convinto sostenitore di politiche economiche orientate alla giustizia sociale e allo sviluppo dell'occupazione. In questo giorno di ricorrenza, desidero esprimere i sensi della più intensa partecipazione e vicinanza ai familiari, a chi gli era amico, a quanti meritoriamente continuano a valorizzarne l'eredità di studio e di pensiero". Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
"Nel loro aberrante fanatismo ideologico - prosegue Mattarella - , i brigatisti concepirono l'agguato mortale ai danni di una persona indifesa, a causa delle sue idee e del contributo che stava fornendo alle scelte del Paese. Tarantelli venne scelto come bersaglio proprio perché raccordo tra società e Istituzioni, convinto com'era che nel confronto potesse scaturire una spinta a uno sviluppo migliore, rafforzando e non indebolendo la coesione sociale. Ezio Tarantelli - che si dedicava all'Università e agli studenti - è divenuto così martire della democrazia: nella memoria della Repubblica la sua testimonianza resta indelebile".
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