Dal regista di Downton Abbey, l'inglese Brian Percival, arriva Storia di una ladra di libri, tratto dal bestseller di Markus Zusak (9 milioni di copie vendute nel mondo, in Italia lo pubblica Frassinelli), in uscita il 27 marzo distribuito da 20th Century Fox in ben 400 copie.
Raccontare una storia universale e positiva sul superare le avversità ''e far comprendere alle generazioni più giovani cosa è veramente successo in quel periodo storico, durante l'Olocausto''. E' stato il motivo principale che ha fatto accettare al regista di dirigere la storia, interpretata da Sophie Nelisse.
La vicenda, raccontata da un narratore d'eccezione, l'angelo della Morte, prende il via nella Germania nazista del 1938, quando l'11enne Liesel (la canadese Sophie Nelisse) è costretta a lasciare la madre per essere affidata a due genitori adottivi insieme al fratellino, che però muore durante il viaggio. Nella sua nuova casa è accolta da una madre severa e apparentemente scostante (Emily Watson) e un padre (Geoffrey Rush) che invece capisce il suo dramma, l'aiuta ad imparare a leggere (lei non sa ancora farlo) e a sviluppare la passione per i libri. Mentre la Germania entra in guerra, Liesel si trova a confrontarsi con l'Olocausto, quando i nuovi genitori nascondono in casa Max, un giovane ebreo in fuga, che condivide con lei l'amore per i libri.
Per trovare l'interprete principale sono state provinate oltre mille attrici in tutto il mondo; la scelta è caduta sulla canadese 13enne Sophie Nelisse, già fra gli interpreti di Monsieur Lazhar, entrato nel 2012 nella cinquina dell'Oscar per il miglior film straniero: ''Dovevamo trovare una protagonista che mostrasse la stessa umanità di Liesel, la stessa capacità di toccare il cuore delle persone. Nella maggior parte delle attrici che abbiamo incontrato si sentiva che stessero recitando, mentre Sophie ci ha colpito subito''. La Nelisse spiega che nell'affrontare il ruolo ''la difficoltà maggiore è stata cercare di capire cosa abbia provato Liesel a vivere in quel periodo. Ho letto molto, ho parlato con un sopravvissuto all'Olocausto, ma mi ha aiutato tanto anche girare a Berlino e guardare film come Il pianista, La vita è bella, Schindler's List, The reader e Il bambino con il pigiama a righe. Ho cercato di pensare a come avrei reagito io, a come avrei agito se fossi stata Liesel''. Cosa senti di avere in comune con lei? ''Sicuramente la passione per i libri e e spero di essere forte e pronta ad aiutare gli altri allo stesso modo''.
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