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Gene Hackman, un duro dal cuore tenero

Gene Hackman, un duro dal cuore tenero

Oltre 40 anni sul set, 2 Oscar, 4 Golden Globe e un Orso Argento

ROMA, 27 febbraio 2025, 13:13

Giorgio Gosetti

ANSACheck
Gene Hackman - RIPRODUZIONE RISERVATA

Gene Hackman - RIPRODUZIONE RISERVATA

Da oggi di Gene Hackman (al secolo Eugene Allen, nato a San Bernardino, California, il 30 gennaio 1930) - trovato morto con la moglie Betsy Arakawa nella loro casa di Santa Fe, nel New Mexico, in circostanze tutte da chiarire e oggetto di indagine - rimangono 101 film tra cui una dozzina di interpretazioni memorabili, due Oscar, 4 Golden Globe, due Bafta, uno Screen Actors Guild Award e un Orso d'argento a Berlino, 5 romanzi tra finzione storica, avventura e thriller, un paio di vittorie come corridore automobilistico e un asteroide (il 55397 Hackman) a lui dedicato.


    Padre tipografo, madre canadese e incallita fumatrice (morirà a causa dell'incendio del suo letto) il giovane Hackman ha un'infanzia tranquilla nell'Illinois dove si è sposato il padre finché i genitori non divorziano quando ha 13 anni: a 16, dopo aver dichiarato che gli sarebbe piaciuto fare l'attore, Gene si arruola nei marines come radio-ricevitore e parte per la Cina, il Giappone, la Hawaii. Approdato a New York nel '51, si destreggia fra mille lavoretti, studia giornalismo all'università dell'Illinois per poi spostarsi a Los Angeles e sposare Faye Maltese che in 30 anni di matrimonio gli darà tre figli.
    Iscritto alla Pasadena Playhouse, fa le sue prime prove d'attore e divide casa con altri due aspiranti di talento, Dustin Hoffman e Robert Duvall. Debutta in tv nel '61, recita nell'off Broadway, si fa notare al cinema in "Lilith - La dea dell'amore" (1964), con Warren Beatty. Già in questo periodo conferma la sua versatilità espressiva, la propensione per ruoli da "duro" e da "bad guy", incarna il perfetto prototipo del giovane americano rotto alle asprezze della vita. Nel '67 con "Gangster Story" di Arthur Penn si guadagna la prima nomination all'Oscar come non-protagonista e si iscrive alla formidabile squadra di attori che faranno la fortuna della New Hollywood. Il suo Jimmy "Braccio di ferro" Doyle, poliziotto senza scrupoli de "Il braccio violento della legge" diretto da William Friedkin nel 1971 ne fa una star internazionale grazie all'Oscar come miglior protagonista.


    Da lì in poi comincia una sequenza di film memorabili: "Lo spaventapasseri" con Al Pacino, "La conversazione" di Francis Coppola, "Stringi i denti e vai" (il primo western), "Reds" con Warren Beatty. Gli studios lo coinvolgono anche in operazioni di taglio diverso dalla commedia (un indimenticabile cameo in "Frankenstein Jr.") al fantasy ("Superman" nella parte dell'arcinemico Lex Luthor).
    Una carriera che splende per oltre 40 anni fanno di Gene Hackman un gigante sopravvissuto al declino, alla rinascita e alla trasformazione di Hollywood fino alle soglie degli anni 2000. Tra i molti altri suoi film che meritano di essere rivisti: i thriller politici come "Senza via di scampo", "Uccidete la colomba bianca" o "Potere assoluto", i drammi sociali da "Mississippi Burning" a "Power", i polizieschi processuali ("Il socio", "Under Suspicion", "La giuria") il ritorno al western con "Gli spietati" di Clint Eastwood che gli valse il secondo Oscar nel '93 e poi "Wyatt Earp" e "Geronimo".
    Costretto a rallentare l'attività dal 1990 per problemi cardiaci, Gene Hackman si risposa un anno dopo con la musicista Betsy Arakawa, ma non manca di scegliere due copioni agli antipodi prima di ritirarsi definitivamente nel 2004. Tre anni prima ha vestito i panni del patriarca nella famiglia dei "Tenenbaum" (il film rivelazione di Wes Anderson) e nel 2004 sceglie per il suo congedo la satira politica di "Due candidati per una poltrona" diretto da Donald Petrie.


    Se sullo schermo non rinuncia mai a fotografare le contraddizioni, la follia, la violenza del suo paese proponendosi come l'opposto di ciò in cui crede (era un convinto Democratico e detestava Richard Nixon), in privato Gene Hackman si dimostra un raffinato cultore della storia come si vede nei suoi migliori romanzi e un appassionato esperto di pittura, musica e letteratura europea. Ama sentirsi una contraddizione vivente e lo mostra al cinema con la beffarda ironia che ogni volta intuiamo nel suo sguardo. 

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