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Represent, l'arte afroamericana si racconta

Represent, l'arte afroamericana si racconta

A Philadelphia 200 anni di storia, identità razziale e società

ROMA, 18 febbraio 2015, 13:29

Marzia Apice

ANSACheck

mostra Represent: 200 years of African American Art - RIPRODUZIONE RISERVATA

mostra Represent: 200 years of African American Art - RIPRODUZIONE RISERVATA
mostra Represent: 200 years of African American Art - RIPRODUZIONE RISERVATA

    L'universo intimo e personale, ma anche le complesse questioni politiche e sociali che hanno accompagnato la storia recente del popolo afroamericano: si parla di identità e tradizioni nella mostra Represent: 200 years of African American Art allestita al Philadelphia Museum of Art (Lynne and Harold Honickman Gallery e Muriel and Philip Berman Gallery) fino al 5 aprile. Spaziando tra opere di artisti affermati e altri meno conosciuti, tra stili e mezzi espressivi diversi, la mostra si propone di evidenziare quanto sia cruciale l'importanza che l'incontro tra culture diverse riveste oggi negli Stati Uniti.
    Un dibattito ancora oggi vivo, spesso difficile e contraddittorio, tra le classi sociali, una continua dialettica che investendo la società intera inevitabilmente si riflette anche nel mondo dell'arte. Sono 50 gli artisti ospitati dall'esposizione (tra cui Horace Pippin, Jacob Lawrence, Alma Thomas, Martin Puryear e Carrie Mae Weems) per un totale di circa 75 lavori, che mostrano l'evoluzione dell'arte afroamericana lungo il corso degli anni.
    In un viaggio emozionante, il visitatore potrà osservare le opere realizzate dagli schiavi prima della Guerra Civile (come quelle di Moses Williams o David Drake, o il dipinto L'Annunciazione di Henry Ossawa Tanner, la prima tela di un afroamericano acquistata da un museo statunitense nel 1899).
    Particolarmente significativa la sezione dedicata all'epoca moderna, in cui maggiore è stato l'apporto degli artisti afroamericani, finalmente più liberi di avvicinarsi allo studio e alla pratica artistica: qui trovano posto opere che raccontano aspetti della vita quotidiana condotta dagli afroamericani nei primi anni del XX secolo. Databile tra il 1960 e il 1980 è una selezione di opere astratte (dipinti e sculture), tra cui il tributo a Malcom X realizzato nel 1969 dall'artista Barbara Chase Riboud. Fino ad arrivare alla sezione dedicata alle immagini che mostrano, come in un passaggio del testimone di generazione in generazione, ritratti, scene familiari e personaggi impegnati nell'affermazione dei diritti degli afroamericani. Durante il percorso espositivo, è inoltre possibile approfondire la conoscenza degli artisti viventi presenti in mostra attraverso l'ascolto di interviste recentemente realizzate.
   

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