I manicomi, gli zingari, il mondo del lavoro, la condizione della donna, i ritratti, Milano, le Grandi Navi e Venezia dove "nasco fotografo". La lunga carriera in bianco e nero di Gianni Berengo Gardin si mostra in 'Vera fotografia' che si inaugura domani a Palazzo delle Esposizioni, a Roma, con 250 foto, anche inedite o mai esposte, e una scelta di 24 fra gli scatti più famosi, proposti in grande formato, commentati da amici, artisti, registi, scrittori come Marco Bellocchio, Carlo Verdone, Maurizio Maggiani, Renzo Piano, Vittorio Gregotti, Jannis Kounellis e i colleghi Ferdinando Scianna e Sebastiao Salgado. "Sono rimasto meravigliato perchè ci sono i commenti di Renzo Piano, che è un grande amico, ma anche di Bellocchio e Verdone che non pensavo conoscessero le mie fotografie. Sono lusingato di questa popolarita'. E' un grande riconoscimento per la fotografia che fino a pochi anni fa è stata bistratta, adesso è considerata a tutti i livelli intellettuali e popolari" ha detto all'ANSA Berengo Gardin.
L'esposizione, che sarà aperta al pubblico fino al 28 agosto, è curata da Alessandra Mammì e Alessandra Mauro, ed è articolata in diverse sezioni intrecciate fra loro che dal 1954 al 2015 ci fanno ripercorrere attraverso queste foto, per la maggior parte stampe vintage, la storia del nostro Paese. "Vera fotografia perchè sono foto non manipolate o taroccate dal photoshop di cui sono un grande nemico, lo abolirei per legge" ha spiegato Berengo Gardin.
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