Sulla Infinitezza (About
Endlessness), il film premiato per la Miglior regia alla 76/o
Mostra del Cinema di Venezia, scritto e diretto dal regista
svedese Roy Andersson, uscirà al cinema giovedì 27 maggio
distribuito da Wanted Cinema.
Il film, costruito come una sovrapposizione di tableau
vivant, è una riflessione sulla vita umana in tutta la sua
bellezza e crudeltà, splendore e banalità. I momenti irrilevanti
assumono la stessa importanza degli eventi storici: una coppia
galleggia su una città di Colonia dilaniata dalla guerra; sulla
strada per una festa di compleanno, un padre si ferma ad
allacciare le scarpe della figlia sotto la pioggia battente;
ragazze adolescenti ballano fuori da un caffè; un esercito
sconfitto marcia verso un campo per prigionieri di guerra.
Contemporaneamente un'ode e un lamento, Sulla Infinitezza
offre un caleidoscopio di tutto ciò che è eternamente umano, una
storia infinita della vulnerabilità dell'esistenza. Con questa
opera Andersson torna ad affrontare temi per lui centrali come
l'ottimismo della giovinezza, ma anche la guerra, la
disperazione e l'assenza di Dio: "Il tema principale del mio
lavoro è la vulnerabilità degli esseri umani - ha raccontato -.
Penso che sia un atto di speranza creare qualcosa che mostri
vulnerabilità. Perché se sei consapevole della vulnerabilità
dell'esistenza, puoi diventare rispettoso e attento verso ciò
che hai. Volevo sottolineare la bellezza dell'esistenza,
dell'essere vivi. Ma ovviamente, per ottenere questo scopo, devi
avere un contrasto; si deve mostrare il lato brutto, crudele,
dell'esistenza. Per esempio, guardando alla storia dell'arte,
molti dipinti sono decisamente tragici. Ma anche se raffigurano
scene crudeli e tristi, dipingendole gli artisti hanno in
qualche modo trasferito l'energia e creato speranza".
Roy Andersson, oltre al Leone d'argento per questo film, ha
vinto il Leone d'oro alla Mostra del Cinema nel 2014 con il
lungometraggio Un piccione seduto su un ramo riflette
sull'esistenza.
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