Matteo (Giuseppe Scotti) ventisette
anni e lead-animator in una società che produce cartoon per
bambini è un ragazzo sicuramente fragile e introverso. Ogni sera
poi, quando torna dal lavoro, indossa una tuta di pelo, una
maschera, e gioca a essere un cane di nome Spotty. Anche Eva
(Michela De Rossi), studentessa fuori sede di venticinque anni,
non si può dire stia troppo bene, frequenta con scarsi risultati
l'università ed è in preda a ripetuti attacchi di panico.
Questi i due protagonisti di IO E SPOTTY, 'romantic-comedy' a
firma di Cosimo Gomez già in concorso al Festival di Taormina e
ora in sala con Adler Entertainment.
Ora che i due si dovessero incontrare e forse anche amare era
già nelle premesse. Matteo ad un certo punto decide di mettere
online un annuncio per cercare una dog sitter per Spotty ovvero
per se stesso.
A rispondere sarà proprio Eva. Ora, superato l'imbarazzo
iniziale, ma si può superare davvero l'horror di ritrovarsi in
una casa con un uomo vestito da cane, tra Eva e Spotty comincia
a nascere qualcosa, ovvero un incontro tra due anime delicate e
sofferenti.
Una curiosità, ragazzi che traggono piacere dal travestirsi e
dal comportarsi come cani (finti musi di gomma, finte zampe,
tutine in lattice che riproducono il manto, guinzagli e nomi da
cuccioli) esistono davvero e hanno anche un nome, li chiamano
"human pups". Solo in UK se ne contano diecimila. In Italia
invece non ci sono ancora stime.
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