Nove minuti di applausi hanno
salutato al Teatro Massimo il debutto della "Norma" di Vincenzo
Bellini, opera che mancava dalle scene palermitane dal 2017.
Grande esibizione del soprano lettone Marina Rebeka, una delle
voci più belle del panorama odierno, splendida Norma per
fraseggio, coloratura, interpretazione, una star del belcanto,
capace di trainare tutto il cast. Dal podio il giovane Lorenzo
Passerini dirige con mano ferma la sinfonia iniziale, mettendo
l'accento sulla forte intensità drammatica che preannuncia il
dramma della sacerdotessa dei druidi, e si dimostra impeccabile
nel finale.
Il sipario si apre sul mondo barbaro e primitivo dei Galli,
dopo l'invasione dei romani, una scena di Federica Parolini,
fatta di corde, stoffe e legni, fili intrecciati, come in una
gabbia che tende a chiudere Norma in un destino di morte. Anche
i costumi di Daniela Cernigliaro replicano le stoffe grezze e i
fili applicati, leggeri e duttili. Una sola corda rossa unisce
in diagonale il tempio e il cielo: sarà un filo di sangue e di
morte che vedrà salire sul rogo Norma e il suo amante, il
proconsole Pollione, nel finale che si tinge di rosso, mentre le
fiamme inghiottono la parabola terrena dei due amanti.
L'aria "Casta Diva" - lo spettacolo si ferma per l'infinita
durata dell'applauso - intonata da Rebeka è una vera preghiera
alla luna, sempre presente in scena a richiamare il doppio di
Norma, donna innamorata. Molto apprezzato anche il terzetto che
vede Norma affiancata da Pollione (Dmitry Korchak), bella
interpretazione del ruolo di un romano spavaldo, particolarmente
a suo agio nello strepitoso finale, e l'Adalgisa di Maria
Barakova, giovanissima, forse un po' troppo per la difficile
parte, che però entusiasma nel duetto "Mira o Norma". Buona
prova per Riccardo Fassi, Oroveso, padre e re atterrato dal
dolore. Elisabetta Zizzo è Clotilde e Massimiliano Chiarolla
canta il ruolo di Flavio. Belle le luci che disegnano lo spazio.
Notevole l'effetto straordinario dato da un solo proiettore che
illumina Norma e cancella tutto il resto nel momento della
confessione, "Io stessa, il rogo ergete". Buona prova per
l'orchestra e per il coro diretto da Salvatore Punturo.
In scena fino al 23 aprile.
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