"In cielo, una scritta in braille, si trasforma nel titolo...". È una delle prime frasi nell'audio descrizione di Tutta la luce che non vediamo, la miniserie in quattro episodi diretta da Shawn Levy (Stranger Things) e scritta da Steven Knight, tratta dal romanzo bestseller e vincitore del Premio Pulitzer di Anthony Doerr, in arrivo su Netflix dal 2 novembre. Un evento per il quale la piattaforma ha organizzato al Maxxi di Roma come anteprima, in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma e il supporto di Diversity Lab, una proiezione del primo episodio fruibile da persone con disabilità sensoriali (cieche o sorde, ipovedenti o ipoudenti), e non solo, grazie all'audio descrizione e ai sottotitoli. Un'esperienza immersiva per tutto il pubblico, iniziata già prima della proiezione, con l'accoglienza curata da personale qualificato, percorso accessibile, comunicazioni scritte e audio al servizio di catering (comprese mappe olfattive che accompagnavano i cocktail) e una stanza di decompressione ad hoc. L'audio descrizione in italiano, realizzata dallo studio di doppiaggio CD Cinedubbing, con il testo scritto da Patrizia Bracaglia e come voce la doppiatrice non vedente Veronica Cosimelli, ha accompagnato la storia, ambientata durante la seconda guerra mondiale. Ne è protagonista Marie-Laure, ragazza cieca, che nella Francia occupata dai nazisti e sotto le bombe degli alleati, a Saint-Malo, porta avanti con le sue trasmissioni attraverso la radio ad onde corte del padre (Mark Ruffalo) una coraggiosa e personale forma di resistenza. Ad interpretare il ruolo principale sono due intense interpreti esordienti con la stessa disabilità: Aria Mia Loberti per la parte principale del racconto con la ragazza adolescente e Nell Sutton per le parti con Marie-Laure bambina. Fra gli ascoltatori delle trasmissioni clandestine di Marie-Laure, rimasta a vivere sola, da oltre un anno, per la misteriosa sparizione del padre Daniel, ci sono anche un giovane soldato della Wermacht, Werner (Louis Hofmann), per il quale la voce della ragazza è una salvezza, e il delirante sottufficiale delle SS Von Rumpel (un luciferino Lars Eidinger), in cerca di un preziosissimo diamante (per più di una ragione) che Daniel ha nascosto ai nazisti. Nel cast, fra gli altri, anche Hugh Laurie, nel ruolo dello zio di Marie-Laure, Etienne, membro della Resistenza. La decisione più importante per la serie (un secondo screening in anteprima il 1 novembre a Lucca Comics & Games) "è stata la scelta dell'interprete di Marie-Laure - spiega Shawn Levy in un dietro le quinte -. È l'eroina del libro: è cieca e continua a sperare in un contesto di oscurità". Il regista voleva che le desse vita "una giovane donna cieca, volevo che a interpretarla fosse qualcuno che capisse cosa vuole dire vivere in quel modo". Così "è iniziata una ricerca globale, sono arrivati alla produzione migliaia di video e quello di Aria Mia Loberti è stata una scoperta rarissima. Non aveva mai fatto un provino né aveva mai pensato di fare l'attrice, è un'accademica". Per Aria Mia Loberti è fondamentale "raccontare questa storia nel modo giusto - sottolinea la giovane neo attrice - e che il personaggio sia un ritratto autentico di una ragazza cieca che cresce per diventare una donna. È importante portare tutto questo sullo schermo".
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