"Quando ho cominciato a lavorare, nel 1965, con i miei primi guadagni ho iniziato a dare sfogo al mio desiderio di fare acquisti, quasi come forma di compensazione per i tutti i giocattoli che non avevo posseduto da bambino a causa della guerra". Nel corso di cinquant'anni, Renzo Arbore ha riempito la sua abitazione di migliaia di oggetti stravaganti, quasi fossero lo specchio della vivace personalità dell'artista che, più di ogni altro, è stato pioniere di nuove forme di spettacolo, dalla radio alla televisione, dalla musica al cinema. Da domani al 3 aprile, quell'universo di passioni, che è anche un pezzo di storia italiana, è raccolto al Macro Testaccio - la Pelanda di Roma per una mostra dedicata a quell'uomo elegante e mai disciplinato che ha fatto della sua vita una carriera di instancabile e geniale improvvisazione.
"Giravo per mercatini a caccia degli oggetti più disparati - ha raccontato - Si sa, io sono innamorato del disutile, dell'oggetto falso che, sostengo, è meglio del vero perché non appassisce". La mostra raccoglie "videos, radios, cianfrusaglies", come dice Renzo Arbore, "razzolando nell'inconsueto": montature di occhiali delle più variegate forme e colori, insegne luminose, camicie hawaiane, borsette da donna anni '30, '40 e '50, cappelli, cravatte, gilet, elementi scenografici che hanno caratterizzato le sue trasmissioni televisive e poi fotografie, documenti video delle sue performances, da "Quelli della notte" a "Il Caso Sanremo", canzoni e stralci della sua voce in radio. Non potevano mancare i suoi clarinetti e il microfono di "Bandiera Gialla".
"La rutilanza è la caratteristica di questa mostra fantasiosa", ha commentato Renzo Arbore. Di fronte alla raccolta degli oggetti che sono stati i testimoni della sua travolgente esperienza umana, lui stesso si è detto "abbacinato". All'ingresso della Pelanda campeggia la scritta "Lasciate ogni tristezza voi ch'entrate": "Alida Cappellini e Giovanni Licheri hanno saccheggiato la mia casa nei miei momenti di sosta - ha ironizzato Arbore - e il risultato è un'esposizione che fa vedere cos'è l'originalità, tutto ciò che è fuori dal banale, dal comune". Come, del resto, è fuori dal comune la sua carriera di conduttore, musicista, regista. Un percorso che Renzo Arbore non ha intenzione di arrestare: "Da grande - ha annunciato - voglio fare l'artista". E infatti, oltre alla mostra, è da poco uscita la sua biografia e il doppio cd e dvd Renzo "Swing" Arbore. Io faccio 'o Show" registrato durante un live al Teatro Regio di Parma. Se c'è una cosa che nella sua dirompente avventura non è riuscito a portare a termine è quella di "esportare la Rai Italiana all'estero con Rai International", per "offrire la vera immagine dell'Italia" alle comunità oltreconfine e oltreoceano. È il mio unico cruccio - ha detto - spero che riusciranno a farlo".
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