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Londra scommette sul dialogo per allontanare i dazi

Londra scommette sul dialogo per allontanare i dazi

Starmer per ora si sfila dalle ritorsioni Ue. Ma non esclude nulla

LONDRA, 01 aprile 2025, 18:45

Alessandro Logroscino

ANSACheck
Starmer © ANSA/AFP

Starmer © ANSA/AFP

 Niente contro-dazi, almeno per ora.  Il Regno Unito si sfila dalle ritorsioni delineate da Ue e Canada contro gli Usa di Donald Trump e si aggrappa ai "progressi" accreditati a un negoziato commerciale a più largo raggio con Washington per sperare di allontanare da sé lo spettro dei dazi in arrivo da oltre Oceano: fidando di riuscire a salvaguardare al contempo la storica "relazione speciale" - unica quanto insostituibile a tutti i livelli (dalla politica, all'intelligence, alla difesa, ancor prima che all'economia) - con il grande alleato americano.


    L'indicazione riecheggia dal ministro britannico incaricato di tessere il filo del dialogo tecnico sulla materia, il titolare delle Attività Produttive, Jonathan Reynolds, alla vigilia dall'entrata in vigore delle misure minacciate a pioggia dal presidente degli Stati Uniti. Misure a cui pure il premier Keir Starmer - dopo aver predicato "calma e sangue freddo" al Consiglio dei ministri odierno - ammette che l'isola non potrà sfuggire nell'immediato, con conseguenze particolarmente temute, in uno scenario di crisi generale, su settori come l'industria dell'acciaio.


    Intervistato in mattinata dalla Bbc, Reynolds si è dichiarato del resto convinto che il Regno sia "in una posizione migliore rispetto a qualunque altro Paese" per far rientrare l'ombra della mannaia americana. "Io credo - ha spiegato, evocando un andamento "positivo dei negoziati in corso" - che possiamo non solo arrivare a evitare dazi reciproci, ma anche a rafforzare i nostri rapporti" tout court.
    L'obiettivo primo è un cosiddetto "accordo di prosperità economica", destinato a preludere a quel trattato bilaterale di libero scambio rimasto in sospeso da ormai un quinquennio - a causa delle difficoltà a conciliare interessi e pretese incrociate - dopo la Brexit. Accordo su cui Starmer e Trump hanno riaperto il tavolo negli ultimi mesi e verso il quale si stanno facendo "rapidi progressi", ha assicurato il premier laburista di Sua Maestà, incalzato dai giornalisti. Sebbene non senza dirsi consapevole d'una tempistica che "probabilmente" non potrà impedire in un primo momento la messa in atto anche nei confronti della Gran Bretagna dei dazi Usa annunciati da questa settimana.


    Stando ai media, Downing Street aveva in realtà sperato di poter chiudere un qualche accordo economico quadro, o un'intesa di principio, entro domani, per evitare l'imbarazzo di dover subire - anche temporaneamente - l'impatto di misure punitive dal Paese a cui il Regno è storicamente più legato sul pianeta e che rappresenta il suo primo singolo partner mondiale in termini d'interscambio. Ma ha dovuto fare i conti con le complessità insite a qualsiasi trattativa commerciale; e bisognerà capire quanto a lungo potrà ora abbozzare prima di rispondere.
    Al momento il mantra del governo Starmer si limita a richiamare la necessità di "un atteggiamento pragmatico" dinanzi ai dazi Usa, per "non alimentare una guerra commerciale che non serve a nessuno": parole che esprimono la volontà di non affrettarsi ad aderire a rappresaglie di sorta, a dispetto delle sollecitazioni di Bruxelles, di Ottawa, nonché - sulla scena interna - dal partito d'opposizione più anti-trumpiano di Westminster, i liberaldemocratici di Ed Davey. Ma sir Keir avverte pure di "dover difendere l'interesse nazionale": impegnandosi a lasciare "ogni opzione sul tavolo" per il futuro, se le cose non si sbloccassero. 
   

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