(di Daniela Giammusso)
Sanza, in Campania, e Rocca Calascio,
in Abzuzzo, diventeranno alberghi diffusi, l'uno puntando
sull'economia green, l'altro valorizzando quel suo piccolo
gioiello dell'ippovia. Livemmo, in Lombardia, è invece già
pronta ad accogliere nuove residenze d'artista. Campolo, in
Emilia Romagna, sarà culla di start up culturali. E ancora,
Borgo Castello, in Liguria, sperimenterà una nuova visione di
turismo culturale e sostenibile; Ulassai, in Sardegna, si
trasformerà in una vera smart community. Fino a Borgo A
Cunziria, in Sicilia, che oltre alla riqualificazione fisica e
funzionale dei suoi spazi, ha pensato a una vera e proprio hub
di ricerca sulla produzione della concia di cui è regina. In
tutto, 21 borghi, per altrettanti ambiziosi piani e 20 milioni
di euro a testa per realizzarli. È l'Italia dei piccoli centri,
già in marcia verso un nuovo futuro, con la prima delle due
linee di progetti del Bando Borghi del Pnrr.
"E' una delle milestones che, rispettando i tempi, porteremo a
compimento entro il 30 giugno", assicura il Ministro della
cultura, Dario Franceschini. "L'Italia - dice - è uno
straordinario museo diffuso, un vero museo a cielo aperto. Non
ci sono solo le capitali dell'arte, ma anche luoghi
meravigliosi, centinaia di borghi nelle aree interne, che
purtroppo negli anni si sono spopolati completamente o quasi,
perché non c'era lavoro".
Affidato alle Regioni il compito di scegliere un borgo ciascuno,
l'obbiettivo, in questo caso, era non solo il recupero del sito,
ma anche "l'individuazione di una vocazione specifica" per "far
tornare lavoro e persone. Oggi la banda larga e lo smart working
lo consentono - spiega Franceschini - Anzi, proprio ieri, sono
stato a un incontro con il ministro Colao e il Ministero della
digitalizzazione, che sono al lavoro su un piano specifico per
portare la banda larga in tutti i borghi scelti. E il 28 e 29
maggio, in collaborazione con il Fai organizzeremo due giornate
per scoprirli".
Nella lista dei "vincitori" annunciata oggi, ci sono anche
Monticchio Bagni (PZ) per la Basilicata; Gerace (RC) in
Calabria; Borgo Castello (GO) nel Friuli Venezia Giulia;
Trevinano (VT) nel Lazio; Montalto delle Marche (AP);
Pietrabbondante (IS) in Molise; Elva (CN) in Piemonte; Accadia
(FG) in Puglia; Borgo di Castelnuovo in Avane (AR) in Toscana;
Cesi (TR) in Umbria; Fontainemore (AO) in Valle D'Aosta; Recoaro
Terme (VI) in Veneto; Palù del Fersina (TN) nella Provincia
autonoma di Trento; e Stelvio (BZ) nella Provincia autonoma di
Bolzano.
"Alcuni territori - racconta la coordinatrice della Commissione
Cultura alla Conferenza delle Regioni, Ilaria Cavo - hanno
parlato di hotel diffusi, altri di Rsa e poi ancora di località
di coworking. C'è stato una bellissima sfida progettuale" e
nella scelta si è puntato "non sull'idea più bella, ma sul
progetto che avesse il vero motore di spinta e cambiamento, a
partire dalla cultura. Ovvero, accordi reali con il territorio,
le aziende, i privati, le associazioni, insomma con tutta quella
rete che dal basso ha creato la progettualità" e che potrà anche
integrarne i finanziamenti.
"I tempi sono stretti", sottolinea il Presidente della
Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Massimiliano
Fedriga. Ma questo intervento, "è stato anche un profondo
richiamo al sistema Paese". Quanto "fosse necessario",
sottolinea ancora la Cavo, lo dimostrano anche i numeri della
seconda linea di intervento più "tradizionale", con un bando
dedicato a progetti locali specifici per la rigenerazione
culturale e sociale di borghi: 1.791 le domande arrivate in
forma singola o aggregata (Piemonte, Campania, Lombardia e
Calabria in testa) per un totale di 2.959 milioni di euro (su
380 milioni disponibili), ora al vaglio della Commissione
tecnica.
Un nuovo bando verrà successivamente indetto per assegnare 200
milioni alle imprese che svolgeranno attività culturali,
turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali nei Comuni
della seconda linea di azione.
"Diventeremo il Paese dei borghi e se il progetto funzionerà non
ci si fermerà più", commenta Franceschini. Finalmente, aggiunge
il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, si è spazzata via
quell'immagine "da simulacro dei borghi. Ora bisogna solo
renderli più accessibili e dare vita all'agenda del
controesodo".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA