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Festival del futuro, l'ultima giornata

Eventi

Festival del futuro, l'ultima giornata

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In collaborazione con Dal 23 al 25 novembre

L'evento, giunto alla sua quinta edizione, è promosso dal Gruppo Athesis

25 novembre 2023, 12:58

Dal 23 al 25 novembre

ANSACheck

L 'evento, Festival del futuro - RIPRODUZIONE RISERVATA

L 'evento, Festival del futuro - RIPRODUZIONE RISERVATA
L 'evento, Festival del futuro - RIPRODUZIONE RISERVATA

Eventi - In collaborazione con Dal 23 al 25 novembre

Dal 23 al 25 novembre al Teatro Ristori il Festival del Futuro condurrà imprenditori, professionisti, ma anche tante scuole alla scoperta dell’avvenire che ci aspetta. Il tema scelto per quest’anno è 'Fra globalizzazione e frammentazione'. L'evento, giunto alla sua quinta edizione, è promosso dal Gruppo Athesis, da Eccellenze d’Impresa e da Harvard Business Review Italia.

Un riferimento chiaro al quadro internazionale, sempre più complesso e che sta definendo un mondo sempre più multipolare. Oltre 60 speaker di alto livello si avvicenderanno sul palco, per parlare dei temi più importanti con i quali dovremo confrontarci nel breve termine.

Si inizia giovedì 23 novembre, dopo i saluti istituzionali con una sessione intitolata La Globalizzazione frammentata dedicata alla politica estera e a un ordine mondiale diverso da quello che ha caratterizzato la nostra quotidianità negli ultimi decenni.

Fra i temi su cui si è voluto puntare maggiormente ci sono la transizione energetica e l’intelligenza artificiale. Due sfide da accettare con coraggio, tenendo conto non solo delle difficoltà che implicano, ma anche delle grandi opportunità che possono portare, consapevoli che chi resta indietro nella loro implementazione sarà svantaggiato anche nel mondo di domani.

Non manca il tradizionale focus sull’economia, con un dibattito sul trend che caratterizzerà il prossimo decennio e su come si possano gestire i patrimoni in condizioni particolarmente discontinue come quelle attuali. Due momenti di approfondimento pensati per imprenditori e investitori.

Ma la nozione di ‘futuro’ implica anche una riflessione sulla persona. A questo macro tema sono dedicati due panel importanti, che riguardano chi è all’inizio e alla fine della propria attività professionale, con un approfondimento su quelle che saranno le competenze più richieste nel mondo di domani, una sulle implicazioni dell’invecchiamento della forza lavoro e una, su cui il festival ha voluto puntare molto, sulle paure che caratterizzano le nuove generazioni.

Sabato, una mattinata dedicata a chi fa impresa e al territorio italiano, con una riflessione corale sulle eccellenze nazionali in ambito agroalimentare e una sul ruolo prezioso che gli imprenditori ricoprono nelle aree dove sono presenti, con investimenti al servizio della comunità dal punto di vista culturale, sociale e sanitario.

Chiusa a Verona la giornata inaugurale

Il Festival del Futuro ha alzato oggi il sipario a Verona. Al Teatro Ristori la 5/a edizione dell'evento ha avviato una riflessione sul domani positiva e proattiva, con confronti e scambi di vedute con un minimo comune denominatore: il futuro che ci aspetta non va temuto, ma affrontato con serenità e consapevolezza delle opportunità che può offrire. Dove vince chi sa accettare con entusiasmo i cambiamenti e vincere le difficoltà che possono presentarsi In apertura le istituzioni hanno evidenziato come Verona sia pronta ad affrontare e vincere le sfide che la attendono. Il presidente di Fondazione Cariverona, Alessandro Mazzucco, ha sottolineato come la Fondazione abbia deciso di investire anche nel futuro energetico e come sia sempre più urgente l' esigenza di pensare all'individuo, alla comunità e all'ambiente. Individuo e ricerca sono al centro anche dell'intervento del prorettore dell'Università degli Studi di Verona, Diego Begalli, mentre la vicepresidente della Regione Veneto, Elisa De Berti e il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, hanno voluto puntare sui progressi per migliorare la vita dei cittadini, dalla mobilità all'inclusività.

 

 

 

Concetto caro anche a Luigi Consiglio, presidente e Fondatore di Eccellenza d'Impresa per il quale, quando si parla di futuro, va fatto con lo sguardo della fiducia e dell' ottimismo e non con quello della paura e del pessimismo. Per il presidente di Confindustria Verona, Raffaele Boscaini per costruire il futuro serve anche la costruzione di un pensiero e progetti che possano servire al rilancio del territorio. La prima mattinata della manifestazione è stata dedicata all'ordine mondiale con il quale Usa, Ue e Italia dovranno fare i conti e alla transizione energetica. Due panel vivaci, con relatori di alto profilo da cui sono emersi interrogativi importanti, ma anche linee guida per il nostro avvenire: non solo per la politica estera e la collocazione dell'Italia in questo nuovo contesto, ma anche la formazione di una sovranità condivisa e un'idea di nazione fondata su valori e aspirazioni comuni. Ancora più sfidante il dibattito scaturito dal panel sulla transizione energetica, partito dal superamento del modello energetico esistente e che vede ancora il largo impiego di idrocarburi, per prospettare gli sviluppi di domani sia per quanto riguarda l'impiego dell'idrogeno e delle rinnovabili, sia per quanto riguarda l'efficientamento delle griglie di distribuzione.

Nel pomeriggio si è entrati in un mondo parallelo, fatto di intelligenza artificiale generativa, machine learning e come gli algoritmi cambieranno la nostra vita di domani, in ogni disciplina, dall'economia alla chimica. Un'occasione per ripensare alle nostre esistenze e non affrontare con il timore prove che, al contrario, possono migliorare la qualità della nostra quotidianità. Si è parlato di salute e prevenzione con Marco Cavaleri, il direttore del programma vaccini dell'Ema, che, nel suo Keynote speech ha illustrato come quanto successo con il Sars Covid 2 possa ripetersi e come ci sia un'arma potentissima per prevenirlo: i vaccini. Per questo bisogna andare avanti con la ricerca, anche con i vaccini antiinfluenzali per sviluppare ancora meglio antidoti efficaci alle nuove malattie. Un richiamo importante è stato all'utilizzo più responsabile degli antibiotici, per evitare la resistenza alle loro componenti. Enrico Giovannini ha ricordato la sua attività come Ministro e sottolineato quali debbano essere le iniziative da intraprendere per pensare al futuro. Un'attività che ora sta portando avanti attraverso l'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) in collaborazione con alcune università. L'obiettivo è quello di creare un ecosistema per il futuro che non ci lasci più impreparati di fronte agli imprevisti e a una cultura che caratterizza l'Italia da decenni. Ultimo appuntamento con il futuro del lavoro, che deve tenere conto delle nuove figure professionali, delle nuove tecnologie, dell'importanza della formazione e come la scuola e il sindacato devono adeguarsi a un mondo che cambia. Il futuro è di chi lo vuole saper affrontare. È il messaggio che parte da questa prima giornata della manifestazione, organizzata da Gruppo editoriale Athesis, Eccellenze d'Impresa e Harvard Business Review Italia.

Eventi - In collaborazione con Dal 23 al 25 novembre

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