Il rapporto tra Picasso e le
avanguardie italiane è il tema della conferenza organizzata
dall'Istituto Italiano di Cultura di Chicago, in occasione della
mostra "Picasso: Fifty Years Later", presso l' Elmhurst Art
Museum a 50 anni dalla morte di Pablo Picasso. A raccontare come
l'arte dell'artista spagnolo abbia influenzato le opere di
Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Gino Severini e Luigi Russolo e
Giacomo Balla sarà il 2 dicembre Christine Poggi, Direttrice
dell'Institute of Fine Arts presso la New York University. Per
l'occasione Christine Poggi presenterà il suo libro "In Defiance
of Painting: Cubism, Futurism, and the Invention of Collage". La
conferenza parte dal racconto di quando l'artista Gino Severini,
che risiedeva a Parigi, incoraggia i suoi colleghi futuristi
italiani a trascorrere alcune settimane nella capitale francese
dove avrebbero avuto l'opportunità di visitare gli studi di
Pablo Picasso e Georges Braque. Ciò che gli italiani hanno visto
si è rivelato scioccante, ma anche stimolo per un'ulteriore
innovazione, portando a successive visite a Parigi che hanno
permesso ai futuristi di sviluppare i propri obiettivi e
tecniche distintive. Christine Poggi esplora, dunque, le
risposte degli artisti al cubismo, e all'arte di Picasso in
particolare. Affronta anche i primi esperimenti polimateriali di
Giacomo Balla, che, come Picasso, ha iniziato ad impiegare una
diversità di materiali in opere pittoriche e scultoree negli
anni che portarono alla Prima guerra mondiale.
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