"Per quanto riguarda la preparazione non abbiamo bisogno di grandi stravolgimenti, abbiamo cercato di capire l'evoluzione dei miei salti negli anni facendo una video analisi dei miei salti in passato. In realtà il cambio tecnico è stato voluto più per una necessità di confronto che per un cambio di preparazione". A pochi giorni dal ritorno in pedana Gianmarco Tamberi parla del difficile rapporto con il padre allenatore e della necessità di cambiare guida tecnica. "Non ho mai nascosto il rapporto difficile con mio padre ed evidenziato i problemi - spiega il campione olimpico nel salto in alto che tornerà in gara a Cracovia - avevo bisogno di essere ascoltato di più soprattutto nei momenti difficili. Ci sono state delle incomprensioni nel non riuscire a capire quando avevo dei problemi. C'era forse un problema di comunicazione da parte di entrambi, non do certo la colpa a lui. Scegliere di gareggiare da solo sarebbe stato un azzardo come fanno altri, ma avevo bisogno di una persona che percepisse i miei problemi e con Giulio e Michele sta avvenendo. Probabilmente io e mio padre lavoravamo individualmente, per lo stesso obiettivo ma ognuno per conto suo, e questo non avrebbe portato risultati".
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