Daniil Medvedev diventa il 27mo
diverso giocatore capace di diventare numero 1 nell'era del
ranking computerizzato introdotto nel circuito ATP nel 1973.
Grazie alla semifinale di Acapulco, il russo è salito a 8615
punti e ha superato il serbo Novak Djokovic (8465), che abdica
dopo una striscia di 86 settimane consecutive che hanno portato
il totale a 361, un record nella storia del gioco.
"Sono felice, era il mio obiettivo fin da quando ero piccolo e
soprattutto nell'ultimo periodo - ha detto Medvedev - Ho
ricevuto tanti messaggi, anche da altri giocatori: voglio
ringraziare tutti per il grande supporto".
Daniil Medvedev è il terzo russo a salire in vetta al ranking
ATP dopo Yevgeny Kafelnikov (1999) e Marat Safin (2000-01). E'
anche il più alto dei 27 che hanno occupato quella posizione
almeno una settimana dal 1973: 198 centimetri, quattro in più
del secondo (Marat Safin), 23 in più del più basso (Marcelo
Rios).
La presenza di Medvedev interrompe un periodo di 6601 giorni nei
quali in vetta alla classifica si sono alternati solo Djokovic,
Roger Federer, Andy Murray e Rafael Nadal. Prima del russo,
l'ultimo giocatore diverso dai quattro campioni che hanno
cambiato la storia del gioco era Andy Roddick che concluse le
sue 13 settimane in vetta alla classifica ATP il primo febbraio
2004. Dal giorno successivo, sarebbe iniziato il regno di
Federer, rimasto numero 1 ininterrottamente per 237 settimane,
fino al 17 agosto 2008.
L'estasi di Daniil, le lacrime di Nole: la finale in 12 foto
Da questo punto di vista, la sua ascesa si può accostare a
quella di Mats Wilander, numero 1 per la prima volta a settembre
del 1988 dopo quattordici anni di oligopolio spartito fra i
componenti di un altro quartetto da leggenda: Jimmy Connors,
Björn Borg, John McEnroe e Ivan Lendl. Grazie al suo nuovo
status, lo svedese cambiò il mondo del tennis maschile
facilitando la nascita dell'ATP Tour come lo conosciamo oggi, ma
restò numero 1 per sole venti settimane complessive.
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