Nicoletta Tamberlich
Indimenticabili le sue telecronache,
di canottaggio e tennis su tutti, ma anche scherma ed atletica
leggera, così come le sue ospitate nei talk show televisivi a
tema calcistico, durante i quali non ha mai nascosto la sua
grande passione per la Lazio. Il mondo dello sport e della tv è
in lutto: è morto a Roma, al Policlinico Gemelli, Giampiero
Galeazzi, il cronista sportivo e conduttore della Rai ed ex
canottiere aveva 75 anni, era malato da tempo di diabete.
L'ultima sua apparizione televisiva risale a tre anni fa a
Domenica In. "Bisteccone mio se ne va un pezzo importante della
mia vita" posta Mara Venier con un cuore su Instagram. Nato a
Roma il 18 maggio 1946, Galeazzi in gioventù, dopo la laurea in
economia, ha lavorato per un breve periodo nell'ufficio
marketing e pubblicità della Fiat, a Torino, era diventato
professionista di canottaggio, vincendo il campionato italiano
del singolo nel 1967 quindi nel doppio con Giuliano Spingardi
l'anno seguente, partecipando alle selezioni per le Olimpiadi
del 1968 a Città del Messico. Poi è entrato in Rai come
giornalista sportivo prima alla radio e poi in tv, prima alla
Domenica Sportiva e poi a Mercoledì Sport. Di lui si ricordano
le telecronache degli eventi sportivi come la medaglia d'oro di
canottaggio dei fratelli Carmine e Giuseppe Abbagnale,
trascinati dalla mitica telecronaca in diretta di Galeazzi a
Seul nel 1988 e di Antonio Rossi e Beniamino Bonomi a Sydney
2000 "andiamo a vincere", l'urlo finale di Galeazzi che emozionò
in diretta tutti i telespettatori. Conosciuto anche con il
soprannome di Bisteccone per stazza imponente: a dargli il
soprannome fu Gilberto Evangelisti, come svelato in più
occasioni dallo stesso giornalista "lui mi vide e disse: "Ma chi
è 'sto Bisteccone?". Dal calcio, al tennis, al canottaggio, con
la sua voce ha raccontato le imprese dei fratelli Abbagnale, il
secondo scudetto del Napoli direttamente dagli spogliatoi del
San Paolo. Nel maggio 1987 il Napoli vince il primo scudetto con
Maradona in campo e al fischio finale Galeazzi è protagonista
della festa azzurra. Memorabile il suo scambio con Diego,
Galeazzi entrò nello spogliatoio della squadra e lasciò il
microfono a Maradona, versione intervistatore. Il giornalista è
stato per diverse stagioni il conduttore di Novantesimo Minuto,
di cui era stato anche inviato. Tanti i commenti di cordoglio
dai vari colleghi, dal direttore del Tg5 Clemente Mimun a
Massimo Caputi. Negli Anni Ottanta fu anche inviato della Ds per
gli incontri più importanti della Serie A. Dal 1992 al 1999 ha
condotto 90esimo minuto e ha partecipato alla conduzione del
festival di Sanremo del 1996 con Pippo Baudo. Nel 2010 e nel
2012 ha partecipato a Notti Mondiali e Notti Europee, entrambe
trasmissioni Rai. Galeazzi era tifoso della Lazio e aveva due
figli: Susanna e Gianluca. Nella sua carriera non è stato
soltanto giornalista sportivo: ha raccontato nel 1986 come
inviato per la Rai l'incontro fra Michail Gorbaciov e Ronald
Reagan a Reykjavík. Galeazzi si trovava in Islanda per
l'incontro di Coppa dei Campioni fra Valur e Juventus. "Ciao
Giampiero! Grazie per aver vissuto lo sport da atleta prima e da
giornalista poi. Alla tua voce, carica di entusiasmo e passione,
sono legati i ricordi di tante emozioni azzurre. Sono certa che
stasera anche lo Stadio Olimpico saprà ricordarti per come
meriti". Così la sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali.
Diceva Galeazzi tempo fa: "Raccontare le straordinarie vittorie
degli Abbagnale è ancora oggi una emozione unica per me come
quelle del Napoli degli scudetti. Oggi tutto quello che ho
fatto, entrare negli spogliatoi e intervistare chiunque, non
sarebbe possibile, perché è tutto freddo e prestabilito". Era
ricoverato da settimane, in terapia intensiva. Lascia due figli
(Gianluca e Susanna, entrambi giornalisti, il primo in forza a
La7, la seconda a Sky).
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