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Il gotha dell'arte dietro il divorzio del Met dai Sackler

Il gotha dell'arte dietro il divorzio del Met dai Sackler

Retroscena su pressing segreto contro Big Pharma e oppiacei

NEW YORK, 14 dicembre 2021, 16:24

Redazione ANSA

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© ANSA/EPA

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Richard Serra, Kara Walker, Ai weiwei, Maurizio Cattelan: c'e' il Gotha dell'arte contemporanea dietro la decisione del Metropolitan Museum di "divorziare" dalla famiglia Sackler, proprietaria della casa farmaceutica Perdue, e coinvolta fino al collo nella crisi degli oppiacei.
    Dietro le quinte, una settantina di vip, le cui opere sono nelle raccolte di musei e collezioni di mezzo mondo, hanno fatto pressione per convincere il museo a prendere le distanze dalla dinastia che ha costruito una fortuna sull'antidolorifico killer OxyContin. Il retroscena, uscito sul "New Yorker", è a firma di Patrick Radden Keefe, autore di un libro, "Empire of Pain" (Impero di Dolore) risultato centrale nel mettere in piazza il ruolo di alcuni dei più importanti mecenati dell'arte in America nell'epidemia spesso letale delle dipendenze da farmaci.
    "Stretto tra due delle sue più importanti 'constituency', gli artisti e i benefattori, il museo ha scelto gli artisti", ha scritto Keefe. I nomi di quanti segretamente hanno fatto lobby rappresentano il canone dell'arte contemporanea: oltre alla fotografa Nan Goldin, che dal 2019 guida la protesta anti-Sackler essendo lei stessa stata vittima per anni della dipendenza da OxyContin, Ai Weiwei, Laurie Anderson, Maurizio Cattelan, Jim Dine, Jenny Holzer, Arthur Jafa, Anish Kapoor, William Kentridge, Cindy Sherman, Brice Marden, Ed Ruscha, Richard Serra e Kara Walker hanno firmato una lettera al Met il cui testo è apparso in esclusiva sull'ultimo numero del "New Yorker".
   

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