PINO CORRIAS - DISORDINI SENTIMENTALI (MONDADORI - STRADE BLU; Euro: 17,50; Pag 139).
Una sera nel caffè armeno dietro al teatro la fenice, sotto la casa del mio amico Stefano Fabbri, detto l'«esquimese», incontro un tizio che compra sogni, compra storie, e per arrotondare vende hashish. È l'ora del tramonto e dei gabbiani che atterrano per la notte ai bordi della laguna.
Mi offre una sedia e un bicchiere di Ararat, il brandy che si beve nelle strade del suo lontano paese, a Erevan. È un uomo sui settanta, calvo, scuro di pelle, la voce calda, il viso inciso da rughe complicate, il corpo magro, ancora atletico, con molti tatuaggi disegnati in blu, le mani elastiche e mai ferme, il cuore spezzato da una donna che per vendetta lo ha rovinato.
Rovinato come? Togliendomi il sonno.
E siccome Elena da un anno mi ha buttato fuori dalla sua vita (e dalla sua casa) abbiamo già molto in comune.
Mi siedo.
Nove storie d'amore vere più una che quella che lo riguarda, raccontate all'ora del tramonto, in un caffè armeno a Venezia.
Pino Corrias, torna con un nuovo libro 'Disordini sentimentali' (a pochi mesi da ''Dormiremo da vecchi'), ma questa volta si cimenta con un genere assai intimo, una sorta di confessionale e umano, dove ognuno si può riconoscere, o può rivivere quel danno o palpito di abnegazione totale che almeno una volta nella vita ha provato. Storie vere estratte dal grande romanzo della vita.
Vicende neoromantiche di avventure e disavventure del cuore, come quella di Stefano, il viaggiatore, che mette al caldo il cuore nel posto più freddo del Grande Nord, ama Kimberly, la lascia, la rivuole, ma perde la strada del ritorno e lei si lascia precipitare dalla scogliera. "il corpo non l'hanno mai trovato. Se lo è tenuto il mare".
Come Mara, detta Winnie, attrice, che soffre di abbandonismo, cerca tenerezza, sta nella sabbia della vita. Qualche volta sprofonda. Qualche volta ride. Recitando Beckett ha imparato una regola che lei ha indossato come un'armatura e che alla fine di tutte le avventure la protegge. La regola dice: "Rimanere in piedi, comunque vadano le cose". Winnie ha trentacinque anni. E' bella e inaspettata come un colpo di vento. Fuma leggero, beve pesante e sa come spiazzarti. Può fingere qualunque cosa: all'occorrenza una risata o il broncio. Con il suo grande amore è scesa all'inferno.
E poi Matteo, "affollato di cuore, anche se soffre di solitudine. Scrive libri e storie per la televisione".
Francesca, persa nel doppio fondo degli amorevoli inganni di Diego; Giambattista, prigioniero di un amore che non passa; Giacomo, finalmente pronto all'amore che sta per arrivare; Giulia, che naviga ingenua verso la doppia vita di Corrado. E Ileana, che va a fondo di un solo amore, quello per se stessa.
Tutti fili che appartengono a un'unica trama - essere amati e amare - raccontata dalla scrittura senza censure di Corrias, che procede per concatenazioni e scioglimenti, incrocia avventure, svela paure, asseconda sogni di felicità, non nasconde il disincanto, qualche volta la disillusione, incrocia avventure, ritorna indietro, ricomincia, alla ricerca di un nesso logico una soluzione quella che mette in fila tutti i colori. L'ultima storia è quella del narratore, "le separazioni accadono". "Gli addii da disamore sono una malattia. Sono panico che ti imprigiona dentro il buco nero dei rimpianti. Ho provato a partire senza mai arrivare. E ho provato a stare fermo, sentendo che tutto mi sfuggiva. Ma con il tempo le separazioni sono anche una rivelazione...".
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